27 novembre 2008 / 13:38 / tra 9 anni

Vaticano nel mirino della Ue per monete euro da collezionismo

di Massimiliano Di Giorgio

<p>Immagine d'archivio di un set di monete euro coniate in Vaticano in vendita in un negozio di Roma. REUTERS/Alessia Pierdomenico CLH/TC</p>

ROMA (Reuters) - La zecca del Vaticano conia euro ad alto valore numismatico irritando Bruxelles, che vorrebbe invitare la Santa Sede a limitare il collezionismo e i profitti extra che ne derivano.

“Quello che irrita la Commissione è che le monete per la circolazione in realtà non circolano affatto” spiega una fonte di un paese membro, riferendosi al fatto che ciascuno stato membro conia i propri euro per agevolare gli scambi quotidiani. Ma che questa facoltà nel caso dello Stato del Vaticano è utilizzata in modo diverso.

“Si tratta di una questione di eguaglianza di trattamento: ci sono delle regole per gli Stati membri, che sono rigide e che vengono rispettate. Il Vaticano, che non è uno stato membro, non le rispetta”.

Una raccomandazione ufficiale dovrebbe arrivare dopo un consiglio a fine gennaio 2009, anche se il Vaticano ribadisce di operare correttamente.

“La questione sarà sottoposta al Consiglio dei ministri.. verso fine gennaio. Si tratterà di una raccomandazione che il Consiglio dovrebbe includere nelle proprie conclusioni”, ha detto la fonte a Reuters.

“Siamo a conoscenza delle attenzioni della Commissione europea e della sua sotto-commissione monete - ha detto a Reuters Pier Paolo Francini, responsabile numismatico e filatelico della città-stato - ma noi pensiamo di comportarci in maniera corretta”.

ANNI GIUBILARI, 30 % IN PIU PER LE COLLEZIONI

Anche se ufficialmente il Vaticano non fa parte dell‘Unione europea, è autorizzato da una convenzione - come San Marino e il principato di Monaco - a coniare monete fino a 1 milione di euro l‘anno, con emissioni di limite inferiore (300mila euro) in ogni Anno santo giubilare, all‘apertura di un Concilio ecumenico nell‘anno di vacanza della Santa Sede.

Mentre la lira era solo una moneta d‘uso per il Vaticano, l‘euro è divenuta dal 2002 la sua moneta ufficiale.

Il plafond di un milione di euro, ha detto la fonte, rappresenta già una somma elevata,considerato che si tratta di “circa 7.000 monete a testa, un valore 10-20 volte superiore a quella degli altri paesi”.

Queste monete “non sono messe in circolazione al loro valore nominale. Tutti i pezzi hanno un valore maggiore, perché sono distribuiti in pacchetti speciali, destinati al 100% per il mercato del collezionismo, e dunque (il Vaticano) ne trae un utile importante”, dice la fonte.

“C’è una cattiva valutazione del fenomeno - ha detto a Reuters Francini - Intanto noi una piccola circolazione di tutte le monete divisionali la facciamo, diamo a tutti i cittadini vaticani e ai dipendenti un kit di monete al loro valore legale”. I dipendenti del Vaticano sono quasi 4.000.

“E poi, il plafond attuale non è sufficiente per attuare una vera e propria circolazione monetaria”, - ha detto ancora il direttore dell‘ufficio filatelico e numismatico, aggiungendo che oltretutto le monete da 2 euro, 1 euro e 50 centesimi hanno sostituito valori, quelli in lire, che in precedenza erano in banconota.

MONETE DELL‘INTERREGNO VALGONO IL QUADRUPLO

Bruxelles vorrebbe abolire anche la modalità delle monete emesse in “sede vacante”, cioè nell‘interregno tra due Papi.

Per esempio, le 60mila monete coniate nel 2005 nelle due settimane comprese tra la morte di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono state offerte in pacchetti dal valore nominale di 8 euro ma al prezzo di 30 euro, come dice anche il sito web del Vaticano.

“Ci sono anche regole di buon senso. Si possono anche coniare monete e guadagnarci soldi, ma non bisogna esagerare... Del resto tutti gli Stati possono emettere monete speciali, destinate al mercato del collezionismo...”, dice la fonte.

“Le convenzioni non prevedono quanto va in collezione e quanto sul circolante - ribatte Francini - E poi le monete speciali e quelle commemorative, anche in oro e argento, rientrano nello stesso plafond di un milione di euro l‘anno. E’ un‘altra massa monetaria che va a erodere il circolante”.

Il Vaticano dunque fa resistenza, dice la fonte europea, con l‘appoggio “attivo” dell‘Italia: al punto che a una riunione del “sotto- comitato monete” di Bruxelles, nell‘ottobre scorso, avrebbe fatto parte “clandestinamente” della delegazione italiana anche un rappresentante vaticano, che pure non avrebbe avuto nessun titolo per partecipare.

“Lo ha rivelato, successivamente, un membro italiano”, ha detto la fonte a Reuters, aggiungendo che il sotto-comitato non ne era al corrente della presenza di un funzionario del Vaticano, e che comunque non è stata fatta alcuna verifica sui nomi dei partecipanti delle varie delegazioni.

Per superare eventuali obiezioni, la Commissione ha già rivisto il testo della raccomandazione, rendendolo più generale. Il testo, dunque, si rivolge anche al principato di Monaco e a San Marino, ha detto la fonte, anche se nel mirino in realtà c’è soprattutto il Vaticano.

“Ma Bisogna vedere come andrà, non è sicuro che (la raccomandazione) passi, perché... per l‘Italia si tratta di un soggetto sensibile” ha detto ancora la fonte, e gli altri paesi, Francia e Germania in testa, preferirebbero non indisporre il governo di Roma.

“Una raccomandazione è una raccomandazione - commenta Francini - non è una disposizione cogente. E comunque noi pensiamo di comportarci in maniera corretta e di tutelare gli interessi della Comunità europea”.

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