24 novembre 2008 / 13:41 / 9 anni fa

Abi disponibile a proroga rinegoziazione mutui

ROMA (Reuters) - L‘Abi è aperta a prorogare oltre il 30 novembre il termine entro il quale è possibile per chi ha un mutuo a tasso variabile alleggerirne le rate e allungarne i tempi in base alla convenzione sottoscritta dall‘associazione con il ministero dell‘Economia.

Lo ha detto il direttore generale dell‘associazione bancaria Giuseppe Zadra, precisando che al momento non è in discussione una revisione delle condizioni fissate.

“Abbiamo dichiarato al ministro Giulio Tremonti che noi siamo disponibili ad allungare i tempi rispetto al 30 novembre”, ha spiegato Zadra in un seminario Abi a Gubbio.

E alla domanda se si pensi di modificare le modalità ha risposto: “Mai parlato di questo argomento”.

Secondo dati Abi sono state 90.000 su circa 2,5 milioni aventi diritto le famiglie che si sono messe in contatto con le proprie banche per rinegoziare i mutui. Di queste circa un terzo ha accettato la nuova proposta, per un totale di 3 miliardi di mutui sottostanti.

“Ci sono stati circa 10.000 nuovi contratti in settembre, 10.000 in ottobre e 10.000 in novembre. Credo che il mercato abbia cominciato a reagire a metà settembre e che la cosa possa andare avanti”, ha proseguito Zadra.

Complessivamente più di 130.000 persone hanno cambiato le caratteristiche del proprio mutuo: oltre alle circa 30.000 rinegoziazioni dalla convenzione Abi-Tesoro, ci sono state circa 90.000 rinegoziazioni volontarie tra banca e cliente e 13.000 operazioni di cambio mutuo tramite la portabilità.

PROSSIMA EMERGENZA RISCHIA DI ESSERE IL CREDITO AL CONSUMO

Il direttore generale dell‘Abi ha poi ricordato che la Finanziaria 2008 prevede un fondo da 20 milioni di euro a disposizione delle famiglie insolventi a causa della perdita del lavoro.

Con il calo dei tassi di interesse innescato dall‘intensificarsi dalla crisi finanziaria, tuttavia, non sembrano essere più i mutui a tasso variabile al centro delle preoccupazioni delle famiglie ma la possibile perdita del posto di lavoro e l‘assottigliarsi del reddito disponibile.

Rischia quindi di porsi al governo e alle banche italiane la questione dei crediti personali.

Sebbene secondo dati Abi la sofferenza delle famiglie italiane sia da tre anni stabile allo 0,8%, quindi lontana dagli standard americani, Zadra non esclude che la prossima falla possa aprirsi proprio nei debiti delle famiglie e che il primo colpo, come nel caso dei mutui subprime, parta dagli Stati Uniti.

“Il problema è che il valore delle securitisation carte di credito è 10 volte il volume delle securitisation dei mutui. Se ci fosse un numero di default tale da innescare una reazione a catena, potrebbe esserci una crisi molto grossa”, ha osservato.

In generale il crollo delle Borse, che sembra non avere fine in attesa delle previsioni sulla crescita e i risultati societari del 2009, è fonte di preoccupazione.

“Sono timoroso di quello che sta arrivando”, ha detto ancora Zadra.

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