21 novembre 2008 / 14:31 / 9 anni fa

Libia, trattative con cinque-sei società italiane per quote

di Deepa Babington

ROMA (Reuters) - La Libia sta portando avanti trattative con 5-6 società italiane per rilevare quote in un‘ottica finanziaria di medio-lungo termine.

Lo dice, in un‘intervista a Reuters, l‘ambasciatore in Italia della Repubblica araba di Libia Hafed Gaddur.

Le trattative riguardano società “quotate e non” e l‘ambasciatore precisa che la Libia non è interessata ad acquisire quote di controllo.

“In questi giorni, stiamo trattando nuove opportunità molto importanti. Credo si concluderanno presto”, ha detto Gaddur.

“Noi non abbiamo questa strategia di controllo delle aziende in Italia. Noi vogliamo partecipazioni sia in società quotate sia in società private”, ha aggiunto.

Secondo l‘ambasciatore a Roma, “per noi l‘Italia è un Paese importante. Per noi, dobbiamo e vogliamo investire in Italia. Sicuramente quello che conta, alla fine, è che [questi investimenti] risultino redditizi. Insomma, che ci sia un reddito. Non è che noi investiamo in qualsiasi progetto, deve essere di profitto”.

Sollecitato da Reuters, Gaddur non commenta il possibile interesse per Telecom Italia, precisando che la Libia guarda a società sane e senza grandi debiti.

“Noi cerchiamo sempre di avviare nuove inziative che siano sane. Se hanno problemi di debiti, eccetera, noi non entriamo dentro. Devono avere un progetto, queste società, che convinca”, ha spiegato.

L‘ambasciatore esclude per ora che la Libia possa aumentare la sua quota di circa il 5% in Unicredit.

Gaddur ha sottolineato che il momento è propizio per fare investimenti di lungo periodo: “Tutto quello che facciamo ora è [in un‘ottica] di lungo termine. Questa proprio è l‘occasione di investire in [un‘ottica di] lungo termine, con queste azioni, con queste aziende che hanno perso un po’ di valore”.

Il 16 ottobre scorso la Central Bank of Lybia, la Lybian Investment Authority e la Lybian Foreign Bank hanno comunicato di aver acquistato sul mercato una quota aggiuntiva di UniCredit raggiungendo il 4,23% del capitale.

La banca libica Lybian Foreign Bank era già presente in UniCredit dal 1997 con una quota dello 0,56%. Il 23 ottobre i libici hanno poi annunciato di avere raggiunto il 4,9% nella banca italiana.

Il 18 ottobre il governatore della banca centrale libica ha anche annunciato di avere una partecipazione del valore di 50 milioni di euro in Eni e che era sua intenzione aumentare tale quota.

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