17 novembre 2008 / 07:23 / 9 anni fa

Anche il Giappone in recessione e al Fmi servono 100 miliardi

di Jeremy Gaunt

<p>Un uomo d'affari a Tokyo. REUTERS/Yuriko Nakao</p>

LONDRA (Reuters) - Dopo l‘Europa anche il Giappone oggi è entrato in recessione mentre il Fondo monetario internazionale ha fatto sapere di aver bisogno di almeno 100 miliardi di dollari per combattere la sempre più grave crisi economica che sta minacciando il mondo.

Nel frattempo, cresce l‘attenzione per il settore dell‘automobile, che sta attraversando un momento difficile: mentre il Senato americano inizierà a discutere oggi il piano di salvataggio, la Germania incontrerà i vertici di Opel, divisione di General Motors e la giapponese Toyota è finita sotto la lente di ingrandimento di un‘agenzia di rating.

I dati macroeconomici mostrano un Giappone, la seconda economia mondiale, che nel terzo trimestre scivola nella sua prima recessione negli ultimi sette anni mentre la crisi finanziaria ha ridotto la richiesta per le esportazioni giapponesi.

La contrazione dello 0,1% registrata nel Paese nel trimestre luglio-settembre è stata peggiore del previsto.

Anche l‘Europa è entrata ufficialmente in recessione, dopo due semestri consecutivi di contrazione, mentre Gran Bretagna e Stati Uniti sono sull‘orlo della recessione e l‘economia cinese sta rallentando vistosamente. La banca centrale di Francia ha detto che l‘economia francese potrebbe subire una contrazione dello 0,5% nel quarto trimestre.

Gli esperti temono però che per le economie mondiali la crisi non abbia ancora raggiunto il punto peggiore.

“Dobbiamo aver ben presente che le (nostre) condizioni economiche possono peggiorare ulteriormente con un inasprimento delle crisi che hanno intaccato Stati Uniti ed Europa”, ha spiegato il ministro giapponese dell‘Economia, Kaoru Yosano.

Il numero uno del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ha detto alla tv britannica Bbc che al Fmi servono almeno altri 100 miliardi di dollari nei prossimi sei mesi per aiutare i Paesi ad uscire dalla crisi.

G20

Intanto i mercati finanziari continuano a risentire della grave situazione economica e del terremoto che ha colpito il sistema finanziario.

Lo scorso fine-settimana i leader delle 20 più importanti economie del mondo si sono incontrati a Washington e hanno raggiunto un accordo per prendere decisioni rapide che includono eventuali misure di stimolo fiscale, per stabilizzare i mercati finanziari e ripristinare la crescita globale. Ma hanno affidato ai singoli governi il compito di creare una risposta su misura per i rispettivi problemi.

Nel comunicato finale il G20 ha detto, tra l‘altro, di voler sostenere la revisione degli standard di contabilità, degli stipendi dei manager, delle regole sui fallimenti e delle agenzie di rating.

I ministri delle finanze del G20 lavoreranno su questi temi entro la fine di marzo 2009, prima del nuovo summit.

In una sede diversa, il Fmi ha detto sabato scorso ha detto di aver trovato un accordo con il Pakistan su un prestito di emergenza da 7,6 miliardi di dollari per scongiurare una crisi della bilancia dei pagamenti e aprire la strada a un piano di salvataggio di più vaste proporzioni.

Ieri, l‘Islanda ha detto di aver raggiunto un accordo con diversi Stati membri dell‘Unione europea su come ripagare migliaia di risparmiatori stranieri che hanno denaro nei conti del Paese.

I PROBLEMI DEL SETTORE DELL‘AUTO

Con la promessa di un fondo da 700 miliardi di dollari per stabilizzare il sistema finanziario americano, l‘amministrazione Bush e quella del suo successore dovrà affrontare la questione di come, o se, salvare i tre più importanti produttori di auto del Paese.

Il Senato oggi dovrebbe iniziare le discussioni sul piano di emergenza per fornire 25 miliardi di dollari di aiuti a General Motors, Ford e Chrysler.

In Europa, il governo tedesco ha detto di essere pronto a incontrare Opel, la divisione di GM, mettendo in chiaro che non offrirà aiuti a tutte le industrie che hanno subito ripercussioni a causa della crisi finanziaria. Il cancelliere tedesco Angela Merkel incontrerà infatti oggi i vertici di Opel. Alcuni funzionari del Ministero delle Finanze, dell‘Economia e degli Stati tedeschi si incontreranno domani per discutere dei più vasti problemi del settore dell‘auto.

Decine di migliaia di lavoratori tedeschi sono legati direttamente o indirettamente alla Opel.

Il colosso automobilistico giapponese Toyota è finito sotto la lente d‘ingrandimento di Fitch Ratings a causa della crisi economica globale e dello yen molto forte. Toyota è una delle pochi aziende ad avere il giudizio “AAA”, il rating più elevato.

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