14 novembre 2008 / 18:02 / 9 anni fa

Unicredit,ok assemblea a aumento capitale 3 mld al 97,6%

di Alberto Sisto e Giselda Vagnoni

<p>Unicredit,ok assemblea a aumento capitale 3 mld al 97,6%, nella foto l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. REUTERS/Dario Pignatelli</p>

ROMA (Reuters) - L‘assemblea degli azionisti di Unicredit ha approvato l‘aumento di capitale da 3 miliardi proposto nell‘ambito di un rafforzamento patrimoniale per 6,6 miliardi deciso dal consiglio di amministrazione il mese scorso per sostenere la banca, colpita dalla crisi finanziaria internazionale.

I voti a favore sono stati il 97,6% dei soci presenti.

L‘intero piano di rafforzamento patrimoniale porterà il Core Tier 1 a fine 2008 al 6,7% con un incremento di 123 punti base.

L‘amministratore delegato, Alessandro Profumo, ha detto che in questo modo Unicredit raggiunge “ratio patrimoniali adeguati alle attuali condizioni di mercato” e che “un eventuale aggiornamento del piano industriale” della seconda banca italiana “avverrà a mercati stabilizzati”.

Nella riunione fiume di oltre 8 ore l‘Ad ha negato che l‘operazione sia da collegare a problemi di liquidità che resta sufficiente per coprire “oltre 3 mesi”. Grazie alla cartolarizzazione da 23 miliardi dei mutui appena annunciata Unicredit aumenterà la cassa a 125 miliardi a fine anno dagli attuali 89 miliardi, ha dettagliato Profumo.

I titoli della cartolarizzazione potranno essere dati in garanzia alla Bce per operazioni di finanziamento.

Aprendo l‘assemblea nella sede di Banca di Roma all‘Eur, il presidente di UniCredit, Dieter Rampl ha detto che con il rafforzamento patrimoniale da 6,6 miliardi “UniCredit diventa il primo gruppo per capitalizzazione in Italia e con una struttura patrimoniale così rafforzata potrà affrontare le turbolenze e guardare con fiducia al futuro”.

Fra le prossime scadenze 7 miliardi di obbligazioni entro il 2008, 26,6 miliardi entro il 2009 e 31,9 entro il 2010.

Appartengono al prossimo futuro anche gli eventuali nuovi interventi dello Stato a favore del credito sui quali Profumo non si è sbilanciato: “Saranno valutati quando disponibili [...], al momento non c’è nessuna decisione da parte dello Stato”.

Unicredit “non ha neanche motivazioni per rivalutare la partecipazione in Banca d‘Italia”, per la quale peraltro “non esiste un valore di mercato”.

AZIONISTI CHIEDONO DI NON ESSERE ESCLUSI DA CASHES

Il prezzo fissato per l‘aumento è di 3,083 euro per azione a fronte di un valore in borsa oggi poco sopra i due euro, dopo un recupero di quasi il 3% su ieri.

Sebbene Profumo abbia mostrato fiducia su un rush del titolo prima della chiusura della sottoscrizione, ad oggi è scontato che i diritti restino inoptati. La rete di protezione prevede che le azioni vengano sottoscritte da Mediobanca e costituiscano il sottostante di strumenti convertibili, cashes, collocati da Merrill Lynch e Mediobanca presso investitori istituzionali e non retail “in ragione della loro complessità”.

Durante l‘assemblea diversi azionisti hanno chiesto di non essere esclusi da questi prodotti definiti “interessanti” anche per i piccoli risparmiatori, ma non hanno ottenuto soddisfazione.

E’ stato lamentato anche il fatto che gli interessi dei cashes vadano allo stato patrimoniale e non al conto economico.

I cashes saranno convertibili in azioni e renderanno una cedola calcolata sulla base dell‘Euribor +4,5% per anno sul valore nominale più le eventuali eccedenze rispetto al dividend yield di Unicredit dell‘8%. Il pagamento della cedola non è dovuto al verificarsi di determinate condizioni, quali la mancata distribuzione del dividendo e assenza di utili distribuiti risultanti dal bilancio relativo all‘esercizio precedente.

Unicredit si è riservato il diritto di usufrutto su tali azioni in modo da far sì che l‘emissione di nuove azioni non abbia un effetto diluitivo sul diritto di voto e sul diritto agli utili in capo agli attuali azionisti fino al momento della conversione dei cashes.

La tempistica indicativa dell‘operazione riassunta in un documento prevede “entro fine novembre il deposito del prospetto inormativo” ed “entro fine dicembre l‘avvio dell‘offerta in opzione”. Per il gennaio 2009 è “prevista la chiusura dell‘aumento di capitale e della sottoscrizione dell‘eventuale cashes”.

Sulla base delle stime elaborate dagli analisti finanziari per l‘esercizio 2009, l‘aumento di capitale porterebbe a una diluizione massima dell‘Eps pari a circa il 5%.

Il mese scorso Unicredit ha annunciato che non distribuirà dividendi cash sul 2008 ma in nuove azioni per un ammontare di 3,6 miliardi.

L‘assemblea di oggi non è risucita a sciogliere il nodo del prezzo di queste azioni e i soci non hanno mancato di sottolineare la loro insoddisfazione.

Profumo ha dichiarato, per contro, di aver perso oltre 4 milioni di euro nelle azioni acquistate dal giugno 2007.

Principali azionisti Unicredit sono la Fondazione Cassa di risparmio Verona, Vicenza, Belluno e Ancona con il 5,009%, la Central Bank of Lybia con il 4,613% (4,052 diretto e 0,561 attraverso la Lybian Foreign Bank), Fondazione Cassa risparmio Torino 3,876%, Carimonte spa 3,35%, Gruppo Aliianz 2,37% e fondi Barclays 2,003%.

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