13 novembre 2008 / 11:44 / tra 9 anni

Ocse, economia in recessione, crescita 2009 negativa

PARIGI (Reuters) - L‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha ridotto le previsioni di crescita per zona euro, Stati Uniti e Giappone, constatando che l‘insieme dei trenta paesi dell‘area Ocse è entrato ormai in recessione.

L‘aggiornamento delle stime Ocse parla di una drastica contrazione del prodotto interno lordo Usa nel quarto trimestre, scommettendo su un calo di 2,8% che porterebbe la media d‘anno della prima economia mondiale a un modesto 1,4%. Per l‘anno prossimo la stima è invece di una contrazione di 0,9%.

In recessione scivoleranno anche zona euro e Giappone.

In particolare, l‘economia dei quindici paesi Uem dovrebbe segnare una contrazione di 1,0% nel quarto trimestre e di 0,5% l‘anno prossimo.

“Le proiezioni anticipano un prolungato rallentamento dell‘attività economica [dei paesi Ocse], che potrebbe vedere una contrazione di 0,3% nel 2009 ma il panorama caratterizzato da elevata incertezza” si legge in una nota dell‘organizzazione basata a Parigi.

“Il rischio principale per l‘anno prossimo è quello di un più prolungato deterioramento della congiuntura” prosegue il documento diffuso alla vigilia della riunione G20 dedicata alla crisi finanziaria che si apre domani a Washington.

“In particolare, la situazione finanziaria potrebbe tornare alla normalità in tempi più lunghi del previsto, nuove istituzioni finanziarie potrebbero trovarsi sull‘orlo del fallimento e i mercati emergenti potrebbero subire più gravi ripercussioni dalla tassazione sul commercio mondiale e dalla rivalutazione dei rischi da parte degli investitori esteri”.

L‘Ocse prevede inoltre il proseguimento della tendenza al rientro dei prezzi al consumo nelle tre principali aree economiche mondiali ma minimizza il rischio di deflazione, tranne in Giappone dove il fenomeno dovrebbe iniziare nel terzo trimestre 2009.

“Non la ritengo una probabilità elevata” spiega a Reuters il direttore dell‘ufficio per gli studi economici Jörgen Elmeskov.

In un simile contesto di prolungato rallentamento economico, l‘Ocse ritiene necessarie nuove misure di rilancio della congiuntura da affiancare a nuovi tagli dei tassi da parte delle principali banche centrali.

“In tempi normali lo strumento appropriato sarebbe la politica monetaria e non quella fiscale” dice.

“Tenendo però conto delle forti tensioni sui mercati finanziari, il meccanismo di trasmissione della leva monetaria è senza dubbio meno valido. Negli Usa e in Giappone inoltre il margine di manovra sui tassi è limitato e in tal caso è importante il ruolo della politica di bilancio”.

Nella zona euro, al contrario, la Banca centrale europea ha ancora munizioni a disposizione.

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