12 novembre 2008 / 12:51 / tra 9 anni

Crisi, Istat: 53,7% italiani insoddisfatti situazione economica

ROMA (Reuters) - Più di un italiano su due si dichiara insoddisfatto per la propria situazione economica.

<p>Passanti in una via del centro di Roma. REUTERS/Tony Gentile</p>

È quanto emerge dall‘annuario statistico di Istat pubblicato oggi.

Secondo l‘Istituto di statistica, infatti, nel 2008 la percentuale di persone di 14 anni e più che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte della propria situazione economica scende al 43,7% dal 51,2% del 2007.

“La quota più alta di soddisfatti si registra al Nord (51,8%), mentre si attesta al 43,1% nel Centro e si riduce al 33,4% nel Mezzogiorno. Le persone per niente o poco soddisfatte sono invece il 53,7% (33,1% nel 2001); la quota più alta di insoddisfatti si trova al Sud (64,2%), meno rilevante quelle del Nord (45,9%) e del Centro (53,5%)”, spiega Istat.

Di converso, nello stesso anno, l‘80,1% della popolazione di 14 anni e più esprime un giudizio positivo sul proprio stato di salute (dato di poco superiore al 2006).

Difficoltà rilevanti emergono per l‘accesso ai servizi di pubblica utilità, soprattutto per il pronto soccorso (55,7%), ma anche per forze dell‘ordine (40,6%), uffici comunali (35,3%) e supermercati (31,5%).

L‘annuario mette poi in evidenza che nel 2007, ben il 73,7% delle famiglie è proprietaria dell‘abitazione in cui vive, mentre quelle che pagano un canone d‘affitto rappresentano il 17,2% del totale. Tra le famiglie in affitto, la maggior parte vive in abitazioni di proprietà di un privato (70,8%, nel 2006 erano il 70,6%), mentre le famiglie che vivono in case di proprietà di enti pubblici sono il 22,3% contro il 20,5% del 2006.

“L‘equo canone conferma il trend decrescente, le famiglie che hanno questo tipo di contratto passano dal 23,8% del 2006 al 21,8% del 2007, ma diminuiscono anche quelle con un tipo di contratto patti in deroga che passano dal 24,3% del 2006 al 23,5%”, spiega Istat.

DISOCCUPATI A MINIMO DA 1992 GRAZIE A EXTRACOMUNITARI

Su un altro fronte, l‘annuario evidenzia che nel 2006 sono state erogate 23,5 milioni di pensioni, per un ammontare di 223.629 milioni di euro. La spesa pensionistica è pari al 15,16% del Pil (+0,06 punti percentuali rispetto al 2005).

“Nel 78,8% dei casi si tratta di pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs) che assorbono il 90,2% della spesa totale, il 17,0% è di tipo assistenziale mentre il 4,2% è rappresentato da pensioni indennitarie”.

Cifre in chiaro scuro per quel che riguarda l‘occupazione, ai livelli più alti dal 1992 grazie alla presenza di stranieri.

Nel 2007 gli occupati aumentano infatti di 234.000 unità, arrivando a 23.222.000 (+1% rispetto all‘anno precedente). Dalla rilevazione sulle forze di lavoro emerge che il numero delle persone in cerca di occupazione è sceso a 1.506.000, 167.000 in meno rispetto al 2006 (-10%); il tasso di disoccupazione si attesta dunque al 6,1% dal 6,8% del 2006.

“Sia il numero degli occupati sia quello dei disoccupati appaiono al livello migliore dalla fine del 1992, quando è iniziata la nuova serie della rilevazione”, sottolinea Istat.

Come nel 2006, anche nel 2007 la componente straniera ha contribuito in maniera rilevante all‘aumento della occupazione complessiva: circa i due terzi di tale aumento riguarda i cittadini stranieri (+154.000), di conseguenza la quota di lavoratori stranieri sale dal 5,9% del 2006 al 6,5%.

La crescita dell‘occupazione coinvolge entrambi i sessi, ma è la componente femminile a fare registrare in percentuale la crescita maggiore (+1,3% contro +0,8% dei maschi). Il tasso di occupazione continua a salire, giunge al 58,7% dal 58,4% del 2006, pur restando ben al di sotto del dato medio dell‘Ue (65,4%); salgono i tassi di occupazione sia maschile (dal 70,5% al 70,7%) sia femminile (dal 46,3% al 46,6%).

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