11 novembre 2008 / 18:57 / 9 anni fa

Tremonti pensa a nuovo decreto, ma non per banche

di Paolo Biondi

<p>Giulio Tremonti. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

ROMA (Reuters) - Nell‘impostazione del ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, nulla è cambiato per ora e anche l‘annunciato decreto da varare “entro il 25 novembre” dovrebbe contenere interventi per le imprese e famiglie e, almeno per ora, nessun nuovo provvedimento per le banche.

E’ quanto riferiscono a Reuters fonti di maggioranza e fonti vicine al Tesoro il giorno stesso in cui Intesa SanPaolo annuncia che non distribuirà dividendi cash per migliorare i ratios patrimoniali e che potrebbero arrivare “operazioni di rafforzamento patrimoniale del sistema bancario da parte del governo non diluitive per gli azionisti”.

Oggi Tremonti ha annunciato ai capigruppo della commissione Finanze della Camera - dove si trovano i due decreti legge salva-banche già approvati dal governo per i casi di emergenza e in attesa da quasi un mese del decreto ministeriale di attuazione - di un nuovo provvedimento per l‘economia in cambio del ritiro degli emendamenti ai dl.

Questa promessa avrebbe lo scopo di salvaguardare i due decreti legge da correzioni indesiderate e il passaggio della Finanziaria alla Camera, rimandando a un altro passaggio nuovi interventi per l‘economia reale.

Dopo un paio di incontri con importanti banchieri “negativi nella percezione del ministro”, avuti nelle ultime ore, Tremonti si sarebbe rafforzato nell‘idea di non concedere interventi a pioggia, invece che caso per caso, e comunque a varare interventi che non prevedano contropartite da parte degli istituti di credito.

L‘annuncio di un nuovo decreto “su economia e altro” avrebbe anche lo scopo di raffreddare le pressioni esercitate in queste settimane sul Tesoro da parte di esponenti di governo, compreso lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e di maggioranza, per “allentare i cordoni della borsa” e fare nuovi interventi per rilanciare l‘economia e la fiducia di mercati e consumatori.

ALLO STUDIO DETASSAZIONE UTILI REINVESTITI

Al Tesoro si sta per ora studiando cosa potrebbe rientrare in un eventuale decreto.

Tra le ipotesi, una riproposizione (si valuta in quale forma e con quale ampiezza) degli sgravi fiscali sugli utili reinvestiti -- provvedimento che potrebbe alleviare le chiusure del bilancio 2008 delle imprese italiane -- e alcuni provvedimenti in favore delle famiglie.

Per quel che riguarda le banche, dal punto di vista del Tesoro i colloqui avuti in queste settimane con l‘Abi non hanno prodotto ancora risultati soddisfacenti ed eventuali provvedimenti potrebbero essere presi in considerazione, secondo una delle fonti, solo nel caso in cui riguardassero casi singoli e non una platea generalizzata di istituti di credito e fossero concessi solo a fronte di garanzie concrete da parte delle banche beneficiarie in favore del credito alle imprese.

Berlusconi ha detto che al G20 di Washington l‘Italia proporrà che le banche garantiscano l‘invarianza del monte prestiti pre-crisi, specialmente quelle che ricorrono a interventi statali.

Per il resto al Tesoro si è invece disponibili a rivedere tecnicamente la garanzia dello Stato sulle nuove emissioni obbligazionarie a cinque anni prevista da uno dei due decreti all‘esame del Parlamento.

Ma su questo dovrebbero intervenire i regolamenti attuativi dei decreti già varati.

Da un punto di vista internazionale invece si attende di vedere cosa sarà deciso dal G20 di Washington e Tremonti spera che l‘Unione europea possa anche considerare entro fine anno un rilancio dei programmi infrastrutturali attuati con l‘emissione di bond continentali, ipotesi rilanciata oggi anche dal ministro degli Esteri Franco Frattini.

L‘amministratore delegato di Intesa Corrado Passera si è detto comunque fiducioso che un accordo su eventuali iniziative del governo per rafforzare la base patrimoniale delle banche italiane possa essere raggiunto nei prossimi giorni o settimane.

L‘AD ha spiegato che un eventuale intervento del governo sarebbe un‘ulteriore riserva per Intesa Sanpaolo per il rafforzamento dei propri ratios patrimoniali.

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