31 ottobre 2008 / 10:55 / 9 anni fa

Banche, Draghi: intervento Stato temporaneo e non intrusivo

ROMA (Reuters) - L‘intervento dello Stato nel capitale delle banche può essere utile ma “deve essere temporaneo e non intrusivo”.

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti con il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. REUTERS/Tony Gentile</p>

E’ il principale messaggio lanciato dal governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio 2008 organizzata dall‘Acri e alla quale partecipa anche il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti.

“L‘opportunità dell‘intervento pubblico, in presenza di una crisi sistemica, discende dalle caratteristiche fondamentali del sistema finanziario: l‘ampio uso del capitale di terzi, il ruolo centrale della fiducia, le vaste ripercussioni che un malfunzionamento del sistema finanziario può avere sull‘economia reale, sui risparmiatori. L‘intervento dello Stato deve essere temporaneo e non intrusivo”, ha detto il governatore.

Nella stessa occasione il consigliere Bce ha anche detto che “tutti gli strumenti perché il nostro sistema bancario, ben più sano di altri, torni alla normalità sono stati approntati” anche se sarebbe bene riconsiderare la più alta imposta che grava sui depositi bancari rispetto ad altre forme di risparmio.

Ora la sfida principale delle autorità è “evitare che l‘inasprimento delle condizioni creditizie per famiglie e imprese e il deterioramento del ciclo economico si rafforzino a vicenda in una spirale negativa”.

Per una ripresa del mercato interbancario, dove ci sono miglioramenti ma ancora fragili, “cruciale è il progetto che proporremo alle banche nei prossimi giorni per la creazione di un nuovo sistema di scambi mirante ad abbattere i rischi di controparte e restituire fluidità agli scambi”.

A BREVE DECRETO MINISTERIALE SU GARANZIE STATO TITOLI BANCHE

Il governatore ha annunciato che “sta per diventare operativa con l‘emanazione del decreto ministeriale di attuazione” il decreto legge n.157/08 che prevede la garanzia del governo sui titoli bancari di nuova emissione.

“Mi attendo che le banche facciano pieno uso degli strumenti disponibili. Il ritorno alla normalità nella gestione della liquidità bancaria è nell‘interesse non solo delle singole banche, ma dall‘intero sistema dell‘economia nel suo complesso”, ha detto Draghi.

L‘autorità di vigilanza sulla stabilità del sistema bancario invita azionisti e manager ad avere nei confronti delle esigenze di ricapitalizzazione un “approccio pragmatico”.

“Vanno adottate tutte le misure e colte tutte le occasioni per irrobustire la base patrimoniale: dismissioni di attività non-core, decisioni realistiche e rigorose nella politica dei dividendi, ricorso al mercato che deve restare la strada prevalente sia in tempi ordinari sia in tempi straordinari, uso delle risorse messe a disposizione dello Stato. Sono tutte iniziative che la Banca d‘Italia considera coerenti con una sana e prudente gestione nella situazione di oggi”.

Infatti se “è illusorio che a una maggiore capitalizzazione corrispondano migliori corsi di Borsa”, occorre anche tenere a mente una delle lezioni più importanti di questa crisi: “Il futuro sistema finanziario dovrà avere meno debiti, più regole e certamente più capitale”.

Inoltre, avverte Draghi, “occore considerare l‘opportunità di far fronte a future necessità derivanti dall‘indebolimento dell‘economia reale”.

Anche per effetto di un‘operatività più orientata verso le attività tradizionali, la struttura del bilancio delle banche italiane “è equilibrata”, ha proseguito il governatore.

Secondo i dati consolidati forniti dal numero uno di via Nazionale a fine 2007 la raccolta da clientela ordinaria era il 42% del totale dell‘attivo, contro un valore stimabile del 38% nella media europea. I prestiti erano quasi il 60% dell‘attivo, contro circa la metà degli altri paesi.

Quindi, ha sottolineato Draghi, “non ha ragion d‘essere una meccanicistica applicazione di parametri identici a realtà molto diverse, come sembrano ora pretendere alcune frange di analisti e agenzie di rating”.

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