29 ottobre 2008 / 18:25 / tra 9 anni

Fed taglia tassi di 50 pb a 1%, "marcato rallentamento"

WASHINGTON (Reuters) - La Federal Reserve ha tagliato il tasso sui Fed fund di 50 centesimi, portandolo all‘1%, e segnalato un “marcato rallentamento dell‘attività economica causato soprattutto dal calo della spesa dei consumatori”.

<p>Un poliziotto sorveglia la zona davanti alla Federal Reserve a Washington. REUTERS/Larry Downing</p>

La decisione del Federal Open Market Committee è stata unanime e ha innescato un rafforzamento del dollaro sui mercati valutari mentre Wall Street ha ridotto inizialmente i guadagni per poi tornare positiva.

“Abbiamo visto l‘euro indebolirsi ed è perché qualcuno si era posizionato per un ribasso a sorpresa di 75 punti base. Quando le cose sono andate diversamente hanno rapidamente liquidato le scommesse in questo senso”, commenta C.J. Gavsie di Bmo Capital Markets a Toronto.

I derivati sui tassi Usa a brevissimo sono arrivati a prezzare per intero una riduzione ulteriore allo 0,75% in dicembre, scenario cui ieri i mercati assegnavano una probabilità del 68%.

Tuttavia, secondo Bill Gross, gestore di Pimco, il più grosso fondo obbligazionario al mondo, il comunicato della Fed lascia prevedere che la banca centrale terrà a lungo il tasso chiave fermo all‘1%.

Si tratta dell‘ottava riduzione consecutiva del costo del denaro dall‘ottobre 2007, quando il tasso di riferimento venne tagliato al 4,5% dal 4,75%. Oggi la Fed ha tagliato inoltre il tasso di sconto di 50 centesimi all‘1,25%.

Nei mesi recenti, ha scritto la Fed nel comunicato, la spesa per investimenti delle imprese e la produzione dell‘industria si sono indebolite e le prospettive per l‘export Usa sono peggiorate a causa del rallentamento economico nei mercati d‘arrivo.

“Inoltre, l‘intensificarsi delle turbolenze finanziarie probabilmente agirà ulteriormente da freno sulla spesa, riducendo in parte l‘abilità delle imprese e delle famiglie di ottenere credito”, si legge ancora.

Per contro, l‘inflazione dovrebbe moderare il passo nei prossimi trimestri raggiungendo livelli coerenti con la stabilità dei prezzi grazie al calo dei prezzi dell‘energia e delle materie e al rallentamento economico.

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