28 ottobre 2008 / 07:22 / tra 9 anni

Alitalia, confronto Cai sindacati riprende 29, assemblea al buio

ROMA (Reuters) - I soci della Compagnia aerea italiana (Cai) che si è candidata a rilevare i resti di Alitalia oggi pomeriggio dovranno decidere se presentare l‘offerta vincolante per la compagnia in amministrazione straordinaria senza sapere se si arriverà o meno a un accordo con le nove sigle sindacali.

<p>Lavoratori Alitalia durante una protesta davanti a Palazzo Chigi, a Roma, in una foto d'archivio. REUTERS/Tony Gentile</p>

La riunione di ieri sera fra vertici di Cai e dei sindacati, durata cinque ore, si è conclusa, dopo la mezzanotte, con l‘impegno a riprendere la discussione mercoledì 29. L‘amministratore unico della Cai Rocco Sabelli quindi oggi non potrà dire molto ai 16 soci della compagnia.

“Cai ci ha consegnato un documento sui criteri di assunzione da cui sono stati eliminati alcuni aspetti che avevano suscitato forte perplessità da parte sindacale. Inoltre, ci ha distribuito la copia di quello che dovrebbe diventare il nuovo contratto dei dipendenti ( basato su l‘attuale contratto di AirOne integrato con l‘accordo firmato a Palazzo Chigi) e noi abbiamo chiesto di poterlo studiare, malgrado Sabelli volesse chiudere in nottata”, ha detto Massimo Muccioli dell‘Anpav uscendo dall‘incontro.

I 15 giorni di tavoli tecnici non sembrano ancora aver consentito di far decollare la trattativa: dall‘una e dall‘altra parte del resto non sono mancati, in queste due settimane, atteggiamenti apparentemente dilatori: delegazioni non sempre di prima linea si sono accompagnate a prese di posizioni ipertroficamente rigide. Il rinvio comunque non è piaciuto a Sabelli più che ai sindacalisti.

IL DISAPPUNTO DI SABELLI

Al termine della riunione il manager ha evitato volutamente i giornalisti e ha stigmatizzato il comportamento dei sindacati. Ad alcuni dirigenti sindacali nell‘androne della palazzina dove ha sede Cai ha detto “state scherzando con il fuoco” e che lui avrebbe dovuto portare al cda almeno un orientamento delle organizzazioni dei lavoratori sui nuovi contratti.

Oggi si terranno a Milano il cda di Cai e l‘assemblea della società. Questa dovrebbe decidere la trasformazione in spa, l‘aumento di capitale da 1 miliardo di euro e l‘approvazione dell‘offerta vincolante da presentare al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi entro il 31 ottobre.

Tutti gli adempimenti invece dovranno essere lasciati in sospeso oppure essere oggetto di un via libera condizionato al raggiungimento dell‘intesa dopodomani. A meno che l‘ennesimo rinvio non convinca la cordata a lasciare perdere, malgrado le dichiarazioni rilasciate ancora ieri dal presidente Roberto Colaninno di voler concludere l‘affare.

Indiscrezioni di stampa hanno più volte in questi giorni parlato di dubbi e sfilacciamenti della cordata sempre smentiti da Sabelli e Colaninno. Qualche sorpresa insomma potrebbe arrivare da quei soci più lontani dalla trattativa e preoccupati per la situazione economica.

Durante la riunione di ieri sera Cai ha confermato che le assunzioni saranno 12.500 fra cui 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.150 dipendenti a terra, più altro personale fra cui 60 dirigenti e 139 piloti da assumere a part-time.

I dipendenti saranno spalmati su sei aeroporti: 225 a Torino, 189 a Venezia, 404 a Napoli, 310 a Catania, 9.082 a Roma e 1.343 a Milano. Una distribuzione che ha fatto dire ad un sindacalista che “con questa impostazione si preferisce un‘alleanza con Air France-Klm, piuttosto che con Lufthansa che vorrebbe un rafforzamento su Malpensa”. Sull‘argomento, però, durante l‘incontro di ieri sera, l‘azienda non ha detto nulla.

Unica novità dei numeri è un piccolo ritocco in aumento del numero delle macchine: dalle 136 previste inizialmente per la flotta della nuova Alitalia si passa a 148 per poi arrivare a 153 nel secondo semestre del 2009.

UN NODO IRRISOLTO

Al tavolo non si è stato affrontato quello che appare come il nodo più spinoso della trattativa: il contratto dei piloti.

La settimana scorsa l‘Anpac, l‘associazione più rappresentativa dei piloti di Alitalia, si era detta disponibile a ritornare sui propri passi e a rinunciare al contratto dei dirigenti per i comandanti.

La richiesta era stata criticata dalla Uilt e la Cai non ha ancora fatto sapere quale sia il suo punto di vista sulla questione.

Un eventuale rinuncia al contratto dei dirigenti aprirebbe comunque la strada agli altri sindacati per avanzare nuove richieste non contemplate dall‘accordo firmato a Palazzo Chigi a fine settembre. Questa la posizione già espressa in una precedente riunione dal segretario generale della Uil, Giuseppe Caronia. Non a caso ieri sera Sabelli ha detto che l‘accordo di palazzo Chigi è immodificabili.

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