22 ottobre 2008 / 14:22 / 9 anni fa

FACTBOX - Al via domani il "processo Antonveneta"

(Reuters) - Inizia domani, davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano, il processo sulla fallita scalata alla banca Antonveneta da parte dell‘allora Popolare di Lodi, ora confluita in Banco Popolare, guidata da Gianpiero Fiorani, il capitolo principale di quello che nell‘estate 2005 venne definito il “risiko bancario” e che portò alle dimissioni il 19 dicembre 2005, dopo il suo coinvolgimento nelle indagini, di Antonio Fazio, sesto governatore della Banca d‘Italia dal dopoguerra.

<p>L'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio. REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>

COS‘E’ IL PROCESSO ANTONVENETA

La vicenda al centro di questo processo è il nucleo principale di una serie di operazioni che possono essere riunite sotto il titolo della “controffensiva” orchestrata - secondo la procura con mezzi illegali - da Fazio per salvaguardare la cosiddetta italianità delle banche attraverso l‘Unipol dell‘allora numero uno Giovanni Consorte e la Popolare di Lodi di Fiorani.

La genesi risale alla primavera del 2005 con le offerte lanciate in rapida successione dagli spagnoli di Bbva e dagli olandesi di Abn Amro rispettivamente per Bnl e Antonveneta e dalla reazione degli italiani.

Un esposto di Abn è l‘impulso che fa partire l‘inchiesta di Milano che si dividerà poi in diversi tronconi: oltre a quello che va a processo domani, fra gli altri, i fascicoli su Bnl-Unipol e sulla tentata scalata a Rcs.

Le indagini si chiudono nel febbraio 2007 con un totale di indagati che comprende 84 persone fisiche e nove società.

La procura sostiene in pratica che la tentata scalata ad Antonveneta da parte della Pop Lodi avvenne in dispregio delle normative che regolano la materia e si avvalse di un concerto occulto di imprenditori e società vincolate a un patto segreto con la banca di Fiorani, e del sostegno, che ritiene esercitato in modo illegittimo, di Fazio.

Fra i pattisti della prima ora, i magistrati inseriscono anche gli allora vertici di Unipol, il finanziere bresciano Emilio Gnutti, gli immobiliaristi romani Stefano Ricucci e Danilo Coppola, i fratelli Fausto, Ettore e Tiberio Lonati.

La maggior parte degli imputati ha sostenuto la propria estraneità alle contestazioni, a parte una serie di ammissioni che hanno portato a un gran numero di patteggiamenti.

GLI IMPUTATI, I PATTEGGIAMENTI, LE ACCUSE

Sono a giudizio in 18, mentre hanno patteggiato in 64, per la precisione 58 persone fisiche e 6 persone giuridiche, cioè società coinvolte.

Le imputazioni, a vario titolo e per i diversi imputati, sono associazione per delinquere, aggiotaggio, insider trading, ostacolo all‘attività di vigilanza, abuso di informazioni privilegiate e appropriazione indebita.

Fra le persone per cui si apre il giudizio domani: Fazio, l‘immobiliarista piemontese Luigi Zunino, l‘ex capo della sorveglianza di Bankitalia Francesco Frasca, il senatore del Pdl Luigi Grillo, attuale presidente della Commissione Lavori Pubblici di Palazzo Madama.

Fra i 64 patteggiamenti, quelli di Fiorani e Consorte rispettivamente a 3 anni e 3 mesi e a 10 mesi, di Gnutti a 2 anni e 1 mese, di Ricucci a 1 anno, di Coppola a 8 mesi.

Fiorani, Consorte e l‘ex numero due di Unipol Ivano Sacchetti figurano comunque fra gli imputati a processo per i reati di aggiotaggio e ostacolo all‘attività di vigilanza, avendo patteggiato solo per truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita.

FAZIO

La figura di maggior spicco è quella dell‘ex governatore di Bankitalia Fazio, imputato di aggiotaggio, al quale viene dedicato ampio spazio nel documento di chiusura dell‘inchiesta depositato dalla procura.

“Fazio, anche in violazione dei doveri e degli obblighi inerenti la carica di governatore della Banca d‘Italia assumeva con Fiorani dapprima l‘impegno di ostacolare Abn Amro nell‘eventuale incremento della partecipazione di Antonveneta, e successivamente all‘avvio dell‘Opa da parte di Abn, ritardava il rilascio della necessaria autorizzazione per consentire a Bpi di proseguire nel rastrellamento occulto di azioni Antonveneta”, si legge fra l‘altro nell‘atto.

I legali di Fazio e Frasca, guidati dall‘avvocato Franco Coppi, esprimendo la propria delusione per il rinvio a giudizio hanno ribadito la piena convinzione “dell‘assoluta innocenza di Fazio”.

Nei giorni scorsi la difesa dell‘ex governatore ha preannunciato che Fazio potrebbe farsi interrogare in aula. “Ogni volta che è stato chiamato a fornire la sua versione, non si è mai sottratto e quindi non ha alcuna intenzione di sottrarsi anche in dibattimento”.

LE CONFISCHE

Prima che il processo cominci, è diventata definitiva, quindi inappellabile, la confisca da parte dello Stato di circa 326 milioni di euro a gran parte degli imputati che hanno patteggiato.

Al momento il denaro effettivamente già incassato è intorno ai 160 milioni di euro, ma fonti della procura hanno detto che fra domani e dopo, dovrebbe arrivare a superare i 200 milioni.

Questi fondi sono confische effettuate per profitti frutto di illecito.

GLI ALTRI FILONI APERTI

- BNL-UNIPOL: inizierà il prossimo 30 ottobre davanti al gup di Milano l‘udienza preliminare a carico di 31 persone fisiche e 14 società sulla tentata scalata di Unipol alla banca romana. Fra gli imputati, a vario titolo di aggiotaggio, ostacolo all‘attività di vigilanza, insider trading: Consorte, Sacchetti, Fazio, Frasca, Fiorani, Ricucci, Coppola, Gnutti, il direttore di Unipol Carlo Cimbri, il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone, i banchieri della Popolare di Vicenza Giovanni Zonin e Divo Gronchi, il presidente di Carige Giovanni Alberto Berneschi, il vice presidente della Popolare dell‘Emilia Romagna Guido Leoni, il costruttore Marcellino Gavio, gli immobiliaristi Giuseppe Statuto e Vito Bonsignore. Banche come Credit Suisse First Boston, Nomura, Deutsche Bank.

- RCS-ENASARCO: è in corso il processo davanti alla quinta sezione penale del Tribunale di Roma, dopo che gli atti sono stati trasferiti per competenza territoriale da Milano alla capitale.

Il principale imputato è Ricucci (corruzione, reati societari e turbativa di mercato), che il 6 ottobre scorso ha chiesto il patteggiamento a tre anni di reclusione, pena indultata, e sanzione pecuniaria di 645.000 euro. I giudici hanno due mesi di tempo per decidere.

Fra gli altri otto imputati, l‘ex presidente di Confcommercio Sergio Billé. E’ il processo che riunisce la vicenda della tentata scalata a Rcs alla presunta corruzione per l‘appalto della gestione degli immobili Enasarco al presunto utilizzo improprio di fondi della Confcommercio.

I “MINORI”: Restano inoltre aperti a Milano altri filoni minori legati alla vicenda Antonveneta. Uno che vede ancora al centro Fiorani e altri per alcune operazioni minori, uno che raggruppa una serie di indagati le cui posizioni sono rimaste fuori dalla chiusura inchiesta Antonveneta, e che potrebbero quindi essere archiviati: fra gli altri alcuni trader e il vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona.

L‘AFFAIRE INTERCETTAZIONI

Quella del 2005 è anche la torrida estate delle intercettazioni pubblicate a man bassa dai giornali.

Una norma entrata in vigore qualche mese prima consente lo strumento delle intercettazioni anche per il reato di aggiotaggio, ed è grazie a questo che gli italiani possono leggere, fra le decine di altre, la telefonata notturna con cui Fazio comunica a Fiorani l‘ok alla sua contro-opa, quella del “bacio in fronte” che lo stesso Fiorani dice di voler dare al banchiere centrale per il suo operato, quella celeberrima di Ricucci, che, a proposito dei suoi sodali presunti concertisti occulti, dice: “Stamo a fà i furbetti del quartierino”.

Quella delle intercettazioni è una storia nella storia, che abbraccia anche le telefonate di politici di maggioranza e opposizione tifosi bipartisan dell‘italianità, e che porta allo scontro magistratura e politica fino alle azioni disciplinari del Csm per le esternazioni del giudice Clementina Forleo.

E che è al centro di un disegno di legge con il quale il governo intende limitarne l‘uso da parte dei magistrati e la pubblicazione da parte dei mezzi di informazione.

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