21 ottobre 2008 / 13:05 / tra 9 anni

Germania vuole Svizzera in "lista nera" paradisi fiscali

PARIGI (Reuters) - La Germania ha detto oggi che la Svizzera dovrebbe essere inserita nella “lista nera” internazionale dei paradisi fiscali, e di trovarsi d‘accordo con altre decine di paesi ricchi che chiedono misure da adottare contro centri finanziari simili.

La Francia ha ospitato un incontro tra gli stati dell‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), i quali hanno chiesto un‘azione più incisiva contro i paradisi fiscali e l‘aggiornamento della “blacklist”, stilata dalla stessa organizzazione, prima del meeting sul tema previsto per il prossimo anno.

Attualmente, l‘elenco è costituito solo da Monaco, Andorra e Liechtenstein, e il ministro del Bilancio francese Eric Woerth ha detto che la lista dovrebbe essere ampliata includendo nuovi stati, senza specificare quali.

Ma la Germania, che sta conducendo delle indagini su sospette evasioni fiscali a opera di tedeschi che hanno depositato denaro in Liechtenstein, ha focalizzato le sue critiche oggi su una altro stato vicino.

“La Svizzera offre condizioni che invitano i contribuenti tedeschi a evadere le tasse. Perciò, dal mio punto di vista, la Svizzera fa parte di quella lista”, ha detto il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck durante una conferenza stampa.

“La Svizzera è solo preparata a collaborare con noi nel caso si verifichino evasioni fiscali. Ma per provare questa evasione delle tasse abbiamo bisogno di informazioni precise che la Svizzera possiede, ma che non fornirà. Questo è il problema”, ha aggiunto.

Il ministero delle Finanze svizzero ha risposto affermando che il suo paese già applica le norme sullo scambio di informazioni bancarie stabilite dall‘Ocse nel 2000.

“(La Svizzera) ha già degli accordi ... sullo scambio di informazioni in caso di frode fiscale con molti paesi, compresa la Germania”, si legge in una nota del ministero.

Il paese elvetico e diversi altri membri dell‘Ocse, tra cui Austria, Lussemburgo e Stati Uniti, non hanno partecipato al meeting di oggi.

In una nota congiunta, i paesi presenti hanno annunciato di essere in favore di “un‘azione contro le giurisdizioni le cui strutture amministrative e legali facilitano frode ed evasione fiscali”, e il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto una messa al bando dei paradisi fiscali, aggiungendo che il summit mondiale sulla crisi finanziaria previsto per la fine dell‘anno dovrebbe prendere in considerazione anche questo tema.

Sarkozy ha inoltre affermato che alle aziende che si avvalgono degli aiuti dell‘Ue, in seno al piano di salvataggio delle banche, dovrebbe essere proibito di operare nei paradisi fiscali.

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