18 ottobre 2008 / 09:23 / 9 anni fa

Unicredit, Banca Libia dice salirà a 5%, ha 50 mln azioni Eni

MILANO (Reuters) - Il governatore della Banca Centrale libica Farhat Omar Bengdara ha detto in una intervista pubblicata oggi dal Messaggero che la Libia vuole rafforzare la propria partecipazione in Unicredit fino ad arrivare al 5% dal 4,23% raggiunto due giorni fa, e ha una partecipazione azionaria da 50 milioni di euro in Eni che probabilmente aumenterà.

<p>Immagine d'archivio di una cliente che usa un bancomat di Unicredit a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini ( ITALY )</p>

“Siamo, a questo punto, il secondo azionista. E vogliamo restare tale - ha detto Bengdara al Messaggero - Oggi abbiamo il 4,23% delle azioni. Continueremo ad acquistarne fino ad arrivare a un totale del 5%. E sia chiaro, la nostra azione è dettata esclusivamente da valutazioni economiche e finanziarie, non da considerazioni di carattere politico”.

Per salire oltre il 5% di una banca italiana è necessario dare avvio alla procedure per chiedere e ottenere l‘autorizzazione alla Banca d‘Italia.

Due giorni fa Central Bank of Lybia, Lybian Investment Authority e Lybian Foreign Bank hanno comunicato di aver acquistato sul mercato una quota aggiuntiva di UniCredit raggiungendo il 4,23% del capitale.

La banca libica Lybian Foreign Bank è presente in UniCredit dal 1997 con una quota dello 0,56%.

Il Sole 24Ore, in un articolo pubblicato oggi, riferisce, senza citare esplicitamente fonti, che la banca centrale libica “sembra intenzionata a chiedere un posto nel consiglio d‘amministrazione di Unicredit... L‘obiettivo sarebbe la vicepresidenza dell‘istituto, a cui i libici avrebbero candidato il governato della banca centrale Farhat Omar Bengdara”.

Ieri l‘amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo aveva detto che un eventuale ingresso di rappresentanti dei nuovi investitori libici nel cda della banca italiana sarà oggetto di discussione tra il consiglio stesso e gli azionisti.

Nell‘intervista pubblicata dal Messaggero, Bengdara prosegue: “La nostra idea è di effettuare investimenti diversificati. In Italia, in Europa e anche negli Stati Uniti. Stiamo acquistando molto: non acquisizioni immense ma scelte accurate basate sulla valutazione del valore reale delle società e la loro capacità di resistere bene alla crisi in atto”.

“Abbiamo comprato azioni Eni per 50 milioni di euro - continua il governatore della banca centrale libica - Una cifra modesta, se vogliamo, ma indicazione della fiducia che abbiamo nella vostra compagnia petrolifera. E probabilmente ne acquisteremo ancora, ma tenendo sempre in mente il desiderio di diversificare, non necessariamente di controllare”.

Il Sole 24Ore, citando una fonte anonima, dice oggi che i fondi libici “stanno studiando l‘acquisizione di una quota dell‘Eni (di cui avrebbero già lo 0,7%) e non avrebbero rinunciato all‘ingresso in Telecom Italia”.

A conclusione dell‘intervista al Messaggero, Bengdara dice che “la recessione è evidente, l‘inflazione un pericolo incombente... La crisi potrà durare ma è sbagliato pensare che società come Unicredit o Eni o, altrove Bayer, soltanto per citarne alcune, potrebbero finire in bancarotta. Sono solide. Le banche italiane in particolare nulla hanno in comune con quelle americane o britanniche”.

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