12 ottobre 2008 / 15:57 / tra 9 anni

Eurogruppo, garanzia dei governi sui debiti delle banche

PARIGI (Reuters) - I governi della zona euro sono pronti a sostenere le banche colpite dalla crisi finanziaria internazionale garantendo i loro debiti a medio termine fino a dicembre 2009.

<p>Da sinistra destra, il presidente francese Nicolas Sarkozy parla con il presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e il presidente dell'eurogruppo Jean-Claude Juncker oggi all'Eliseo. REUTERS/Philippe Wojazer</p>

Lo si legge nella bozza di comunicato sulle conclusioni del vertice ancora in corso all‘Eliseo tra capi di Stato e di governo dei Paesi che aderiscono alla moneta unica europea.

I governi, il cui intervento riguarderà diversi tipi di debito a seconda dei paesi, sono impegnati ad evitare il fallimento delle banche e potranno mettere capitali a loro disposizione.

“Allo scopo di attuare gli interventi presi dalla Banca centrale europea nel mercato interbancario della Zona euro i governi sono pronti ad assumere gli interventi opportuni in modo coordinato e concertato per migliorare il funzionamento del mercato nel lungo termine”, si legge nella bozza.

I paesi della zona euro potranno “rendere disponibile per un periodo di tempo limitato garanzie, assicurazioni, acquisti diretti e altri simili accordi” sui debiti delle principali banche.

“Per consentire alle istituzioni finanziarie di continuare ad assicurare il corretto finanziamento dell‘economia della zona euro, ciascuno Stato membro può rendere disponibile alle istituzioni finanziarie capitale ai fini del Tier 1, per esempio azioni privilegiate o altri strumenti”, continua la bozza.

Gli interventi governativi dovranno essere strutturati in modo da evitare distorsioni di mercato.

Tra parentesi, la bozza prevede anche la possibilità che la Bce crei nuovi strumenti per “fornire liquidità alle aziende finanziarie e non finanziarie fino a quando durerà l‘attuale crisi finanziaria”.

Il documento chiede anche una maggiore flessibilità sulle regole contabili e sollecita la cooperazione tra i Paesi con Commissione europea e Bce.

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