10 ottobre 2008 / 15:05 / tra 9 anni

Banche Italia, per S&P patrimonializzazione adeguata

di Valentina Za e Gianluca Semeraro

<p>Un passante davante a una filiale di Unicredit. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

MILANO (Reuters) - Il sistema bancario italiano è adeguatamente patrimonializzato e “relativamente stabile” sotto il profilo del rischio di credito secondo l‘agenzia Standard & Poor‘s, che vede tuttavia pressioni sui ricavi alla luce della brusca frenata della crescita.

In un contesto di grandi pressioni sulla liquidità, le banche italiane “sono messe relativamente meglio e il sistema italiano è relativamente stabile sotto il profilo del rischio di credito”, dice in un‘intervista a Reuters Alberto Buffa di Perrero, credit analyst dell‘agenzia di rating.

In Italia, sottolinea l‘analista, il rischio di credito è strutturalmente più alto che altrove a causa di un tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese e di una crescita più bassa.

Tuttavia il profilo nazionale e retail delle banche italiane ha fatto sì che fossero “relativamente protette, a livello di rischio di credito, da quanto è successo nel mondo”, secondo Buffa di Perrero.

“Vediamo pressioni sui ricavi perchè il ciclo è cambiato e pressioni sulla liquidità per la crisi in atto sui mercati”, sottolinea.

“Non ci aspettiamo nel futuro prevedibile, da qui al 2009, una crescita della redditività a doppia cifra come negli ultimi sette-otto anni”.

Alla base di questo fenomeno ci sono “da un lato un rallentamento nella crescita del credito dall‘altro commissioni da trading più basse e la crisi dell‘asset management”.

PATRIMONIALIZZAZIONE ADEGUATA E IN LINEA CON EUROPA

In un contesto difficile per il settore bancario mondiale, in Italia uno dei temi più ricorrenti ha riguardato i livelli di patrimonializzazione delle banche e l‘eventuale necessità di ricapitalizzazioni, sulla scia di quanto annunciato da UniCredit domenica scorsa quando ha varato un piano di rafforzamento da 6,6 miliardi.

Secondo l‘analista la patrimonializzazione del sistema bancario italiano appare “abbastanza adeguata ma è logico che in questo momento si apprezzino di più le banche più solide sotto questo profilo”.

“All‘interno del sistema ci sono situazioni differenziate ma non vedo problemi a livello di patrimonializzazione che in generale è in linea con quello che vediamo in altri paesi europei, non in termini assoluti ma ponderata per una serie di fattori come il profilo di rischio”, spiega Buffa di Perrero.

Il rischio liquidità invece, in Italia “è mitigato dal fatto che, soprattutto per le banche regionali, la base di clientela è storicamente molto fedele e la relazione di fiducia è molto importante”.

L‘agenzia comunque sta monitorando e continuerà a monitorare soprattutto il rischio liquidità nel breve periodo, il rischio di credito nel medio e “la capacità delle banche di continuare a generare livelli di redditività adeguati al profilo finanziario”, spiega l‘analista.

In borsa, intanto, le vendite non risparmiano affatto le banche italiane che si muovono in linea con i concorrenti europei.

Tuttavia, secondo Buffa di Perrero, la fase negativa dei corsi azionari “può avere un impatto fondamentale se si tramuta in una crisi di fiducia e reputazione della banca”. Ma “di questo a oggi non c’è evidenza e quindi non è possibile incorporarlo nel rating”, aggiunge.

Uno degli effetti della crisi sarà “una maggiore differenziazione tra chi è veramente bravo fare il banchiere e chi lo è meno”, conclude l‘analista.

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