10 ottobre 2008 / 13:24 / tra 9 anni

A2A, Milano e Brescia tentano la pace

BRESCIA (Reuters) - Fra Milano e Brescia c’è una volontà comune di risolvere le incomprensioni fra i due principali azionisti di A2A e per fare questo occorre che cessino le polemiche delle ultime settimane.

Il Comune di Brescia si darà tempo fino alla pubblicazione del bilancio 2008 della superutility lombarda, nei primi mesi del 2009, per trarre le conclusioni sul primo anno di vita della società nata dalla fusione fra Aem e Asm, che potrebbero comportare il ritorno al sistema tradizionale di governance dal duale, il divorzio del matrimonio a due o il cambio di alcuni manager.

E’ questo in sintesi quanto emerso dall‘audizione del presidente del consiglio di gestione, Giuliano Zuccoli, alla commissione Bilancio del comune di Brescia, a una settimana dalla precedente audizione del presidente del consiglio di sorveglianza, Renzo Capra, che si era lamentato della gestione del gruppo.

“Fra me e Capra non c’è alcun conflitto. Di lui conosco pregi e difetti, ci conosciamo da tantissimi anni. C’è stata una fusione fra l‘Aem, la più grande utility d‘Italia, e Asm, al quarto-quinto posto. Si tratta di un processo di fusione non facilissimo”, ha detto Zuccoli in una conferenza stampa.

Secondo Zuccoli, la questione di un presunto conflitto è stata enfatizzata dalla stampa mentre occorrebbe tornare a guardare all‘andamento reale del gruppo.

Il manager ha pertanto respinto l‘accusa del sindaco di Brescia, Adriano Paroli, sui risultati del primo semestre che ha invece definito “tutt‘altro che deludenti”:“La seconda parte dell‘anno ribalterà i risultati del primo semestre”.

Secondo Zuccoli la condizione necessaria per “favorire un‘efficace azione del management è la definitiva cessazione di polemiche inutili e strumentali: non vi sono né vi devono essere distinzioni territoriali nell‘ambito del management e dei processi di governance infragruppo”.

Positiva è stata definita l‘audizione odierna da parte del presidente della commissione Fabio Capra. “Attendiamo i dettagli del bilancio del 2008 e poi nei primi mesi dell‘anno prossimo il comune prenderà una decisione. Nessuna soluzione è esclusa: dal ritorno al sistema tradizionale di governance al divorzio tra i due comuni al cambio di alcuni manager”, ha detto.

Quanto al controverso piano di riordino del gruppo, bollato troppo ‘milanocentrico’ da Brescia, Zuccoli ha promesso che ne terrà conto e tuttavia ha affermato che “non esiste, ne può o deve esistere un tema di equilibrio fra Milano e Brescia in termini di sede delle direzioni, di provenienza dei manager che ne hanno la responsabilità o di poteri attribuiti ai direttori generali”.

Dall‘incontro odierno sembra emergere la volontà da parte dei due principali soci di A2A di andare avanti insieme siglando una tregua comunque temporanea anche perchè lo scontro fra i due soci sta avendo pesanti ripercussioni sull‘andamento del titolo come lo ha riconosciuto lo stesso Zuccoli.

Il manager ha infine rassicurato il Comune sulla politica dei dividendi, così come ha riferito il presidente della commissione Capra.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below