10 ottobre 2008 / 08:47 / 9 anni fa

Produzione agosto oltre attese non muta quadro terzo trimestre

<p>Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (a destra) e quello dello Sviluppo Economico Claudio Scajola a Palazzo Chigi. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY)</p>

MILANO (Reuters) - Con una marcata ripresa ad agosto dell‘indice mensile il comparto industriale italiano sorpassa ampiamente le attese degli uffici studi ma è lungi da illudere gli analisti, che continuano a scommettere su una crescita nulla se non negativa nei tre mesi al 30 settembre scorso.

I numeri Istat mostrano un balzo congiunturale di 1,4%, oltre quattro volte il modesto +0,3% del consensus Reuters, accompagnato da una flessione annua di 5,3% dell‘indice corretto per il numero di giorni lavorativi, su cui la proiezione degli economisti era pari a -4,8%.

Particolarmente ben accolta anche la revisione migliorativa del risultato di luglio, portato a -0,5% dal precedente -1,1% rispetto a giugno e -2,7% da -3,2% nel confronto annuo.

“Un dato positivo che ci concede una boccata d‘ossigeno” commenta Marco Valli di UniCredit Mib.

Secondo l‘analista, insieme alla revisione di luglio il risultato di agosto contribuisce infatti a “risollevare le sorti” del terzo trimestre.

“Nel periodo luglio-settembre vedremo molto probabilmente una nuova contrazione della produzione ma la crescita economica sarà più presumibilmente nulla che negativa” spiega.

Meno possibilisti altri uffici studi.

“Non credo sarà un indicatore significativo: in prospettiva il quadro sembra destinato a ripeggiorare da settembre” osserva Paolo Pizzoli di Ing.

“Se così fosse, come indicano anche altri dati qualitativi come la fiducia delle imprese, è probabile si confermi la caduta dell‘Italia in recessione tecnica, con la prospettiva poi di un altro trimestre negativo (il quarto) per effetto del deterioramento dei mercati che inevitabilmente inciderà su consumi e investimenti” continua.

Anche per Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo il recupero di agosto è in larga parte da considerarsi un fuoco di paglia.

“Si tratta solo di un rimbalzo dopo vari mesi stagnanti o in calo e non cambia il trend di fondo. Inoltre bisogna tener conto dei fattori stagionali” spiega.

Istat stesso mette in relazione l‘exploit di agosto a fattori di natura statistica, con un funzionario che fa presente come sia influenzato dal ridotto numero di giorni lavorativi.

Diffuso stamattina, l‘indice francese a cura di Insee ha mostrato ad agosto una caduta di 0,4% a fronte del -0,7% delle attese, mentre quello di luglio è stato corretto al rialzo da +1,2% a +1,4%.

Molto meglio delle attese sempre ad agosto ha fatto anche la Germania con un inatteso balzo di 3,4%, miglior risultato mensile degli ultimi quindici anni.

Nel caso dell‘indice tedesco pubblicato l‘altroieri è stato comunque lo stesso ministero dell‘Economia a parlare di un trend generale della produzione dhe rimane debole.

Tornando brevemente all‘Italia, soltanto ieri l‘ufficio studi Isae è andato ad aggiungersi al coro delle istituzioni che hanno corretto al ribasso le previsioni sulla dinamica economica, parlando di un prodotto interno lordo in contrazione nel secondo semestre per una media d‘anno di crescita nulla.

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