9 ottobre 2008 / 15:01 / tra 9 anni

Borsa Milano chiude in rosso, male Intesa, Enel, forte Unicredit

MILANO (Reuters) - La speranza di un recupero di Piazza Affari, e di tutti i mercati europei, si è infranta nel pomeriggio sulle turbolenze di Wall Street, negativa anche oggi. Troppe le preoccupazioni che la crisi del credito possa causare una recessione a livello mondiale per tentare la strada del rimbalzo. Colpiti ancora una volta i titoli finanziari, ma anche il settore delle utility che aveva relativamente tenuto in questi giorni di crisi, vittima della rotazione settoriale.

<p>Trader di borsa in un'immagine d'archivio. REUTERS/Kai Pfaffenbach</p>

A Milano raffica di sospensioni sul finale di seduta: Intesa SP, Pop Milano, Enel e Bulgari.

L‘indice S&P/Mib chiude in calo dell‘1,81% dopo essere arrivato a guadagnare in seduta il 3,5%. Il Mibtel arretra dell‘1,63%, l‘AllStars sale dello 0,91%. Volumi per oltre 4 miliardi di euro nel finale.

* Tra i bancari, INTESA SP cede il 7,58% dopo avere toccato un nuovo minimo dell‘anno a 3,03 euro. Secondo i trader, il titolo è penalizzato da investitori che stanno chiudendo le posizioni, come secondo i rumour starebbe facendo Romain Zaleski, ma anche dalla proroga dell‘offerta Cai per l‘acquisto delle attività migliori di Alitalia alla fine del mese. Non è stato possibile avere un commento in proposito da Zalesky. Ieri Il Sole 24 Ore ha scritto che il finanziere franco-polacco avrebbe alleggerito la sua quota detenuta nella banca dal 5,89% al 5%.

Male anche POP MILANO che lascia sul terreno l‘8,85%. MPS cede il 2,91%, mentre sono in netto rialzo MEDIOLANUM (+5,1%) e UNICREDIT (+9,2%). Lo stoxx europeo perde lo 0,8%.

Il decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che consente in caso di bisogno la ricapitalizzazione delle banche italiane colpite dalla crisi con la sottoscrizione di azioni senza diritto di voto da parte del Tesoro ed istituisce un fondo di salvaguardia di secondo grado dei depositi bancari per cifre fino a 103.000 euro circa, ha aiutato solo alcune banche.

* Male anche CREDEM (-6,3%) dopo la pubblicazione del prospetto informativo sull‘aumento di capitale. Cheuvreux ha tagliato il target price a 5,8 euro, confermando “outperform”, e le stime di Eps 2008-2019 per incorporare l‘impatto diluitivo delle nuove azioni.

* Seduta da dimenticare, invece, per ENEL che la lasciato sul terreno l‘8,3% a 5,03 euro, minimi di seduta e dell‘anno. Il titolo è tornato sui livelli di fine 2003. “Difficile trovare una spiegazione a un crollo di questo tipo se non legarla alla rotazione settoriale e al fatto che le vendite allo scoperto non hanno restrizioni su questo comparto”, sottolinea un broker. La società ha peraltro smentito le voci di un disimpegno negli investimenti in Russia, rumour che hanno penalizzato fortemente la tedesca E.ON che ha perso oltre il 10%.

L‘indice settoriale europeo delle utility ha perso il 7,9%.

Lettera anche su ENI (-2,6%), SNAM (-4,4%) e TERNA (-5,95%).

* Travolto dalle vendite il settore del lusso: BULGARI cede il 6,03% e LUXOTTICA il 4,22%.

In recupero alcuni titoli del settore cemento e costruzioni, come ITALCEMENTI (+7,43%) e IMPREGILO (+3,46%), di recente penalizzati dai timori di impatto della crisi del credito sui progetti infrastrutturali.

* TELECOM cade sul finale e cede il 2,36% a 0,82 in linea con lo stoxx di referimento. In gran spolvero, invece, TISCALI (+8,1%). Bene FASTWEB (+2,7%).

* Tiene FIAT in salita dello 0,48% (il settore Auto europeo perde l‘1%) dopo che il presidente Montezemolo ha dichiarato che i target 2009 verranno discussi dal Cda del 23 ottobre e ha definito “drammatico” il calo della domanda.

* BENETTON GROUP sale dell 4,61%. Cheuvreux conferma il titolo nella “selected listi” sottolineando che “la collezione autunno/inverno 2008 è in miglioramento del 6% con oltre il 95% di visibilità, rafforzando la nostra fiducia sui target 2008”.

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