7 ottobre 2008 / 07:35 / tra 9 anni

Bce, Bini Smaghi: pressioni inflazionistiche meno forti

<p>Lorenzo Bini-Smaghi. REUTERS/Luis D'orey</p>

di Francesca Piscioneri

ROMA (Reuters) - Le pressioni inflazionistiche sono meno forti di prima e la Banca centrale europea prenderà le decisioni necessarie al momento opportuno.

Così ha parlato Lorenzo Bini Smaghi, consigliere italiano della Bce, ai microfoni di Radio Anch‘io.

“Abbiamo detto che prenderemo le decisioni necessarie nel momento venuto. La situazione economica è peggiorata, le pressioni inflazionistiche ci sono sempre ma sono meno importanti del passato e prenderemo la decisione al momento giusto”, ha detto Bini Smaghi in relazione alla possibilità di una riduzione dei tassi da parte della Banca centrale europea.

L‘ex direttore del Tesoro italiano ha anche sottolineato che “è importante, in questo momento di turbolenza, mantenere il concetto della stabilità, altrimenti si aggiunge panico al panico”.

Il 2 ottobre - dopo la conferma dei tassi europei di riferimento sull‘attuale 4,25% - il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha aperto alla possibilità di un taglio dei tassi in futuro.

Sempre oggi, in un‘intervista a Il Sole-24 Ore il vice di Mario Draghi alla Banca d‘Italia, Fabrizio Saccomanni, osserva che “è giunto il tempo di guardare di più al quadro generale” e che “concentrarsi sulla stabilità monetaria è importante, ma è anche importante tenere d‘occhio contemporaneamente la stabilità finanziaria”.

Mentre i leader europei procedono in ordine sparso sulle misure anticrisi da prendere, le Borse europee continuano a mantenersi anche oggi in territorio negativo sul timore che la crisi finanziaria contagi l‘economia reale.

Per Bini Smaghi è difficile spiegare la forte volatilità delle Borse. “Credo che in questi momenti bisogna mantenere i nervi saldi. Chi ha risparmi in azioni, che sono più rischiosi di altri, deve guardare a un orizzonte di medio periodo”.

“PRONTI A TUTTO PER MANTENERE STABILITA’ FINANZIARIA”

Bini Smaghi ha rimarcato l‘assoluto impegno delle autorità europee a mantenere la stabilità del mercato finanziario e osservato che le soluzioni dei vari paesi Ue possono essere diverse ma l‘importante è ristabilire la fiducia.

Il banchiere centrale indica un importante aspetto comune: “Tutti i Paesi e tutti governi hanno detto ‘non lasceremo fallire le nostre banche’, non succederà in Europa quello che è successo negli Usa e questo credo sia un aspetto importante perché al di là delle operatività che verranno portate avanti nei prossimi giorni e nelle prossime ore è un impegno importante che dovrebbe rassicurare tutti i risparmiatori”.

Oggi i ministri finanziari dei ventisette paesi Ue discuteranno all‘Ecofin dell‘armonizzazione della soglia di garanzia sui depositi bancari di fronte all‘acuirsi della crisi finanziaria.

Mentre Francia e Italia hanno un orientamento favorevole verso la costituzione di un fondo europeo a tutela del mercato, Germania e Gran Bretagna prediligono un intervento nazionale caso per caso.

“Anche di fronte a nuovi shock e nuove turbolenze siamo pronti a tutto per mantenere la stabilità del sistema finanziario e questo deve rassicurare i risparmiatori”, ha continuato. “Alcuni Paesi hanno problemi più concreti di banche. In Germania in particolare con una banca [Hypo Re], stessa cosa in Belgio e in Olanda. In altri paesi non ci sono problemi specifici ma c’è una generale necessità di dare fiducia. Per ora si è usato uno strumento diverso: una garanzia generalizzata in alcuni casi, in altri casi un intervento specifico, non è detto che l‘uno sia peggio o meglio dell‘altro. L‘importante è che si stabilisca presto la fiducia, soprattutto dei depositanti”.

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