6 ottobre 2008 / 08:24 / tra 9 anni

Piano UniCredit, mercato meno negativo, titolo recupera

MILANO (Reuters) - Dopo una brusca reazione negativa, il mercato comincia ad analizzare più nel dettaglio i contenuti del piano di rafforzamento patrimoniale annunciato ieri sera da UniCredit per 6,6 miliardi di euro, spingendo il titolo, anche grazie a ricoperture, a un evidente recupero.

<p>Sede Unicredit nel centro di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

“La gente sta cominciando a ragionare, la ricapitalizzazione in fondo è modesta e il dividendo anche se in azioni c’è, in giro ci sono situazioni ben peggiori”, commenta un trader.

Il titolo, partito a -16%, segna attorno alle 13,00 un calo del 4,15%, meglio dello stoxx di settore (-6,51%) e dell‘indice S&P/MIB (-5,19%).

Già in mattinata alcuni broker avevano sottolineato che il piano serve a migliorare il profilo di rischio e la solvibilità dell‘istituto.

Alcuni dubbi erano invece emersi sull‘outlook dell‘eps, dopo il taglio del target al 2008 a 0,39 euro da 0,52 e più in generale sull‘improvviso passo indietro del management che fino a pochi giorni fa aveva sempre smentito la necessità di un aumento di capitale.

“L‘operazione di per sé non è di grande entità, però pesa il fatto che fino alla scorsa settimana l‘AD ha sempre detto che una ricapitalizzazione non era necessaria e poi ha cambiato idea”, sottolinea Stefano Guaita di Banca Profilo.

“Ci sarà un impatto anche su 2009 e 2010 oppure si tratta di una revisione straordinaria?”, si chiedeva Citigroup in un report stamane.

Nel corso della conference call di stamane, l‘AD Alessandro Profumo ha spiegato che al momento è impossibile fare previsioni sul target di eps al 2010 proprio per la difficoltà di capire oggi “in quale mercato lavoreremo”. Nelle slide si legge inoltre che il piano avrà un impatto diluitivo sull‘eps nel 2009 dell‘11%.

SU PIANO UNITA’ DI INTENTI GRANDI AZIONISTI

Ieri UniCredit ha varato un piano di rafforzamento patrimoniale da 6,6 miliardi che porterà il Core Tier 1 al 6,7% a fine 2008 dal 5,55% di fine giugno. Il gruppo ha annunciato anche la revisione al ribasso dell‘eps 2008 ante aumento capitale a 0,39 euro contro il precedente target di 0,52 a causa del deterioramento dei mercati.

Le operazioni varate ieri prevedono il pagamento del dividendo 2008 in azioni per 3,6 miliardi e un aumento di capitale da 3 miliardi garantito da strumenti convertibili, denominati cashes, relativi all‘eventuale inoptato. Questi strumenti finanziari hanno già registrato una forte domanda con l‘impegni dei principali soci e di investitori istituzionali a sottoscrivere tutti i 3 miliardi.

In particolare Fondazione Cariverona e Fondazione Crt hanno già deliberato di sottoscrivere fino a 500 e fino a 300 milioni rispettivamente. L‘impegno dell‘ente torinese può arrivare fino a 500 milioni se necessario, ha dichiarato il presidente Andrea Comba alla stampa.

L‘unità di intenti dei principali azionisti così come la completa fiducia nel management da parte del Cda sono state sottolineate già ieri dal presidente Dieter Rampl al termine del consiglio.

Accanto a queste operazioni sono previste dismissioni di asset non strategici che nel quarto trimestre riguarderanno la quota in Generali, le azioni proprie in portafoglio, immobili e filiali Capitalia.

In merito alla quota Generali, pari al 3,5%, a dicembre scade l‘exchangeable convertibile che prevedeva un prezzo di conversione di 28,08 euro, poi ridotto a 25,4 con l‘aumento gratuito di Trieste del 2007, e l‘opzione di rimborso cash per un ammontare pari al valore di mercato delle azioni. Quest‘ultima opzione appare oggi più probabile visto che Generali scambia poco sopra i 22 euro, quindi ben sotto lo strike price.

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