6 ottobre 2008 / 06:34 / tra 9 anni

Crisi: Germania garantisce depositi, S. Corea rassicura banche

PECHINO (Reuters) - La Germania ha annunciato che garantirà i conti bancari e nel frattempo ha concluso un accordo per salvare la società di credito immobiliare Hypo, mentre le autorità di mercato statunitense e sud coreane stanno assumendo iniziative per garantire la stabilità del settore finanziario.

I governi di tutto il mondo stanno cercando di contenere le ricadute della più grave crisi finanziaria dagli anni 30, mentre ferve il dibattito sulla possibilità che una risposta frammentata a livello europeo riesca a tenere il passo con la situazione di un mercato animato dalla paura.

La decisione tedesca di ieri rientra nell‘ambito di una serie di vaste iniziative per aiutare il settore bancario globale. Intanto oggi, all‘apertura dei mercati asiatici, la Corea del Sud ha fatto sapere che utilizzerà 240 miliardi di dollari in riserve ufficiali per aiutare le proprie banche ad assicurarsi sufficiente liquidità di divisa straniera.

Per parte loro, le autorità hanno stretto un nuovo accordo di salvataggio per Hypo Real Estate, il Belgio e il Lussemburgo hanno trovato in BNP Paribas un acquirente per il gruppo finanziario Fortis, e UniCredit, la seconda banca italiana, ha annunciato il piano per un nuovo aumento di capitale.

Allo stesso tempo, la Federal Reserve statunitense sta spingendo Citigroup e la rivale Wells Fargo & Co a raggiungere un compromesso sull‘acquisto della banca americana Wachovia Corp, che potrebbe portare alla divisione delle diverse attività di quest‘ultima tra i due acquirenti, scrive il Wall Street Journal.

In un segnale che il “credit crunch” sta cominciando ad essere avvertito anche in Asia, il ministro delle Finanze sudcoreano ha detto che le banche coreane stanno avendo difficoltà a garantirsi i fondi in moneta straniera e che tale situazione costringe ad attingere alle riserve di divisa straniera del Paese - il sesto del mondo per volume - per aiutare a ripagare i prestiti.

“Il governo ritiene che dobbiamo far fronte alla situazione preventivamente, considerando il peggior scenario possibile”, ha detto il ministro Kang Man-soo.

Il ministro ha spiegato che ci vorrà molto tempo prima che il piano statunitense di salvataggio finanziario cominci ad alleviare la pressione creditizia nei mercati emergenti.

I mercati asiatici sono scesi oggi del 2-4% sui timori che circondano l‘effettiva riuscita del piano Usa da 700 miliardi di dollari, approvato dal Congresso americano la settimana scorsa.

OGNUNO AVANTI PER LA PROPRIA STRADA

Nel corso di una settimana febbrile, i leader delle maggiori economie europee - Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia - hanno deciso di non adottare un piano coordinato di salvataggio delle banche, pur impegnandosi a stabilizzare i mercati.

Ma, in quello che rappresenterebbe un cambiamento di posizione sorprendente in sole 24 ore, ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che l‘idea di un piano comune sarà riproposta oggi al vertice dei ministri Ue delle Finanze.

Germania e Francia hanno fatto però sapere che continuano a non sostenere la proposta italiana. Berlino ha invece adottato misure per garantire i depositi bancari, come hanno già fatto Austria e Danimarca. L‘Irlanda è stata la prima a muoversi in questo senso già la scorsa settimana.

Intanto, si nutrono attese sulla possibilità che i leader del G7, nel vertice previsto per questa settimana a Washington, mettano in opera un taglio coordinato dei tassi d‘interesse.

Il piano di salvataggio approvato dal Congresso Usa autorizza il Tesoro a iniziare ad acquistare “debiti cattivi” dalle banche. Ma si leva più di un interrogativo sul successo del piano nello sbloccare i mercati creditizi mentre l‘economia scivola verso una crisi peggiore.

L‘agitazione nel settore bancario iniziata da Wall Street ha in realtà chiuso i mercati interbancari e dei prestiti, spingendo i paesi industrializzati verso la recessione.

Le banche europee sono state colpite duramente dalla ricaduta di una crisi iniziata negli Usa quando il mercato immobiliare è crollato e i debiti sulle “cattive ipoteche” si sono moltiplicati.

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