2 ottobre 2008 / 07:50 / tra 9 anni

Borsa Milano in calo, giù energia su short selling, male banche

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia in calo una seduta che era stata brillante fino all‘avvio di Wall Street.

La partenza pesante di New York - unita al dato sugli ordini all‘industria Usa, che ad agosto sono scesi del 4%, fornendo un altro segnale di scivolamento in recessione dell‘economia americana - ha rovesciato il sentiment degli investitori.

I trader sottolineano che la decisione delle autorità di impedire le vendite short sui finanziari - per i critici “una falsificazione del mercato” - ha prodotto l‘effetto di concentrare le vendite sui comparti che sinora avevano perso meno, come utilities, energetici e infrastrutture.

“Guardando ai titoli più penalizzati, non solo in Italia ma in tutta Europa, sono chiaramente vendite di hedge fund”, commenta un dealer. Il 30 settembre scorso, in effetti, è scattata la finestra che consente ai clienti degli hedge di riscattare le quote e, secondo due fonti finanziarie, le richieste di rientro sono state forti.

In chiusura, l‘indice S&P/Mib è sceso dell‘1,65%, il Mibtel dell‘1,44% e l‘AllStar dello 0,61%. Volumi per un controvalore pari a circa 3,6 miliardi di euro.

* Pioggia di vendite nel pomeriggio sugli energetici e le società che operano nelle infrastrutture legate alla produzione di energia. Il movimento è spiegato dai trader, oltre che con la rifocalizzazione degli shortisti, con l‘andamento del greggio. Un dealer riferisce di “report in cui le stime sul prezzo del petrolio sono state abbassate a 80-90 dollari il barile” sulla previsione di un rallentamento dell‘economia mondiale. SAIPEM ha lasciato sul terreno il 6,11%, PRYSMIAN (che fornisce cavi al settore energetico) è arretrata del 5,8%, TENARIS del 4,06% ed ENI dell‘1,97%.

* Hedge molto attivi anche su A2A, che è precipitata del 6,32%. Secondo un broker, l‘utility lombarda “ha scontato l‘effetto Acerra”, ovvero la vittoria nella gara per la gestione del termovalorizzatore campano. Per converso, IMPREGILO, che si è ritirata da Acerra, è balzata del 4,9%.

* UNICREDIT ha perso per strada nel pomeriggio tutti i progressi, che avevano riportato le quotazioni sopra la soglia dei 3 euro: Piazza Cordusio ha chiuso in calo del 2,53%.

* Contrastati gli altri bancari, che hanno beneficiato solo in parte del blocco dello short selling: MEDIOLANUM +4,24%, MPS +1,14%, INTESA SANPAOLO -1,44%, POP MILANO -5,11%, BANCO POPOLARE -3,6%, UBI BANCA -1,59%.

* In lettera GENERALI, -1,95%, altro titolo che, secondo gli operatori, è nel mirino degli hedge.

* Male, in linea con lo stoxx europeo del settore auto, FIAT (-3,47%) e PIRELLI (-3,78%).

* L‘indebolimento dell‘euro contro il dollaro dopo le parole di Trichet, sostiene un dealer, ha spinto i titoli maggiormente sensibili ai cambi: STM è salita del 2,95%, GEOX dello 0,59% e LUXOTTICA dello 0,64%.

* Fra small e midcap, un trader sottolinea l‘andamento delle DANIELI ORD e RISP, rispettivamente in calo del 9,95% e dell‘8,92%: “titoli presenti nei portafogli dei fondi speculativi”. Profondo rosso anche per altri titoli che gli operatori indicano come oggetto di trading di questi gestori: EEMS -8,9%, TISCALI -6,75%.

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