1 ottobre 2008 / 07:59 / 9 anni fa

Italia, Pmi manifattura a 44,4, minimo da ottobre 2001

MILANO (Reuters) - Nuova contrazione per il Pmi 
manifatturiero italiano, che a settembre è scivolato a 44,4 dai 
47,1 di agosto e aumenta i rischi sulla tenuta della crescita 
per il terzo e il quarto trimestre.
Il livello dell'indice è sotto al minimo dell'intero range 
delle attese, che oscillava tra 44,8 e 47,1, con una mediana a 
46,0 ed indica il deterioramento più marcato delle condizioni 
del settore dall'ottobre 2001.
"Il settore manifatturiero è in piena recessione in tutta la 
zona euro, l'Italia è in buona compagnia. In Francia gli ordini 
sono in caduta libera e così pure in Spagna, mentre in Germania 
i dati sono stati appena meglio dei nostri", commenta Marco 
Valli di UniCredit.
"Aspettiamo il dato sulla produzione in agenda la prossima 
settimana prima di rivedere formalmente le nostre stime sul Pil 
(ora a 0 per il terzo e il quarto trimestre), ma a questo punto 
sembra probabile una recessione tanto per i mesi 
giugno-settembre che per ottobre-dicembre".
CONTRAZIONE PROLUNGATA, PESA RALLENTAMENTO DOMANDA
Il Pmi calcolato nell'indagine di Markit/ADACI si è 
attestato per il settimo mese di fila a un livello inferiore a 
50, soglia che fa da spartiacque fra espansione e contrazione.
Secondo l'analista questo è un dato "molto brutto 
soprattutto in luce prospettica, con gli ordinativi in drastico 
calo e un aumento delle scorte che zavorrerà ulteriormente la 
produzione nei mesi a venire".
Il volume delle commesse, calato con il tasso più veloce 
dall'inizio dell'indagine, è schiacciato dall'"attuale e 
stagnante condizione economica mondiale", sottolineano le 
aziende intervistate.
La produzione si contrae per il sesto mese consecutivo e 
tocca il minimo dall'ottobre 2001 "penalizzata dal rallentamento 
della domanda nazionale ed estera", mentre le giacenze di 
magazzino sono leggermente aumentate per il "drastico crollo 
delle vendite" a dispetto della contrazione della quantità 
prodotta.
Per quanto riguarda i livelli occupazionali, diminuiti per 
l'ottavo mese di fila, le imprese sottolineano il "mancato 
rimpiazzo del personale uscente per cercare di ridurre i costi 
aziendali".
Infine i prezzi, sia di acquisto sia di vendita, a settembre 
hanno raggiunto i livelli minimi da dieci mesi a questa parte, 
pur rimanendo relativamente elevati.
Sui costi di acquisto incide in particolare il rincaro 
dell'energia e delle materie prime, ma è da sottolineare che la 
maggior parte delle imprese (82%) ha lasciato invariati i
propri prezzi.
"Con il rallentamento della domanda e le quotazioni del 
petrolio che si stanno stabilizzando, la spinta ribassista sui 
prezzi era scontata", conclude Valli.
Il Pmi manifatturiero della zona euro è sceso a 45,0, il 
minimo dal dicembre 2001 e sotto le stime degli analisti.
In Germania l'indice ha frenato a 47,4 da 48,1 della stima 
flash, in Francia è arrivato a 43, il minimo dal dicembre 2001, 
e in Spagna è al minimo della serie, con una caduta a 38,3 da 
42,4 di agosto.

<p>Operai a lavoro in un'industria alimentare. REUTERS</p>
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