30 settembre 2008 / 14:06 / tra 9 anni

Immobili residenziali, -10% compravendite semestre, dice studio

MILANO (Reuters) - Il mercato residenziale in Italia nel primo semestre dell‘anno ha subito una decisa battuta d‘arresto, con le compravendite stimate in calo del 10%, ma la situazione del nostro paese è comunque migliore che in altri mercati europei e negli Stati Uniti.

In particolare, il segmento delle abitazioni di pregio mostra segnali rinfrancanti anche se per l‘offerta permane una sostanziale difficoltà a rigenerarsi in modo tale da soddisfare la costante domanda.

E’ questo il quadro che emerge dall‘Osservatorio sulle residenze esclusive elaborato da Tirelli & Partners e Nomisma.

Al di là dei dati del semestre e dell‘incertezza sugli scenari futuri, dai responsabili del progetto trapela ottimismo per il venir meno di quella che viene definita “finanza immobiliare” con un ritorno ai fondamentali del settore.

La significativa flessione delle compravendite del primo semestre è conseguenza di una domanda debole e attendista, ma arriva dopo un lungo periodo di crescita che ha visto quasi raddoppiare in 15 anni il numero delle transazioni, hanno sottolineato i responsabili dello studio.

Per quanto riguarda la seconda parte del 2008, “il sentiment generale non è positivo, potrebbe esserci un‘ulteriore diminuzione ma sono ancora tanti gli elementi che potrebbero avere un impatto” da qui a fine anno, ha commentato Daniela Percoco di Nomisma.

“Il mercato italiano non gode di salute eccellente, ma siamo lontani dalle dinamiche che si verificano in altri paesi”, ha proseguito.

Forte indebitamento ed eccesso di offerta caratterizzano alcuni mercati esteri. Il rapporto tra ammontare dei mutui e Pil si aggira intorno all‘80% negli Usa e in Gran Bretagna e si attesta al 50% per la media europea, mentre in Italia è poco sotto il 20%.

Sul fronte dei prezzi, nel primo semestre la media nelle grandi aree urbane italiane ha registrato un +2,1% su semestre e un +4,2% su anno in termini nominali, quindi una variazione praticamente nulla se depurata dall‘inflazione. Ben diversa la situazione di altri paesi: i prezzi delle case sono scesi del 17% negli Usa, del 10% in Gran Bretagna, del 7-8% in Spagna, ha sottolineato Percoco.

Da Marco Tirelli, numero uno della società specializzata nella commercializzazione di immobili di pregio, arriva comunque una nota positiva. “Siamo molto ottimisti”, ha commentato. “Sta finendo un mondo fatto di finanza immobiliare completamente staccata dall‘immobiliare stesso”.

Per quanto riguarda infine il settore delle abitazioni esclusive, Milano è la città più stabile e gli indicatori rimangono pressoché inalterati rispetto al secondo semestre 2007.

Più contrastata la situazione a Roma, dove il numero di contratti stipulati rimane stabile e i tempi di vendita tendono ad allungarsi, ma altri indicatori - come la variazione semestrale dei prezzi - fanno propendere per l‘avvio di una nuova congiuntura positiva, secondo lo studio.

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