30 settembre 2008 / 11:47 / tra 9 anni

Comitato crisi: liquidità banche italiane adeguata

ROMA (Reuters) - La crisi finanziaria internazionale ha avuto effetti limitati su banche e assicurazioni italiane e il livello di liquidità resta adeguato.

È quanto si legge in una nota del Tesoro che illustra le conclusioni cui è giunto il Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria, convocato oggi per la terza volta nell‘arco di una decina di giorni.

Alla riunione, presieduta dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, hanno partecipato il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi, il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, il presidente dell‘Isvap Giancarlo Giannini, il presidente della Consob Lamberto Cardia.

”Il Comitato ha esaminato i recenti andamenti dei mercati e le analisi condotte dalle Autorità di supervisione e vigilanza. Tali analisi confermano che le conseguenze sul sistema bancario

e assicurativo italiano rimangono contenute e che la situazione di liquidità delle banche italiane è adeguata”, dice la nota del Tesoro.

“Il Comitato ha convenuto sull‘opportunità di continuare a mantenere sotto costante osservazione la situazione e di tenere periodiche riunioni di aggiornamento”, aggiunge la nota.

IN COMITATO FOCUS SU BANCHE E DERIVATI ENTI LOCALI

Secondo una fonte del Comitato, nella riunione odierna - durata circa un‘ora e mezza - si è spostato il focus, rispetto le più ampie ricognizioni delle riunioni scorse, sulle banche e sull‘esposizione ai derivati di Comuni, province e Regioni.

Una fonte di settore riferisce che “esistono da parte degli enti locali esigenze di ristrutturazione degli swap per motivi legati al debito sottostante, che attualmente è dubbio se possano essere soddisfatte”.

Nel decreto sulla manovra triennale, infatti, il Tesoro ha sospeso per un anno le operazioni in derivati degli enti locali.

Alcuni enti locali temono che il blocco delle operazioni possa comportare rischi per le posizioni in essere e sollecitano chiarimenti per capire quali margini lo stop del decreto lasci alle rinegoziazioni, visto che non è stato ancora emanato il regolamento del Tesoro in materia annunciato circa un anno fa.

Una fonte politica segnala che gli enti locali potrebbero accrescere le loro perplessità sull‘introduzione del federalismo fiscale in un momento in cui la gestione del debito risulta già piuttosto problematica. Il ricorso ai derivati è aumentato negli ultimi anni con la progressiva riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato e con la revisione della loro tempistica.

Proprio ieri il consigliere comunale di Milano del Pd Davide Corritore ha evidenziato le difficoltà che potrebbero giungere all‘amministrazione meneghina dall‘esposizione in derivati con la Depfa Bank, controllata dalla Hypo Real EState. Milano ha un valore negativo delle operazioni in essere di circa 298 milioni.

LE ESPOSIZIONI DI BANCHE E ASSICURAZIONI E LE TURBOLENZE

La precedente riunione del Comitato aveva accertato che l‘esposizione dei primi venti gruppi bancari italiani verso Lehman Brothers “si ragguaglia allo 0,5% del loro patrimonio di vigilanza, valore significativamente inferiore alla media europea”. Secondo i risultati di un‘indagine svolta dalla Consob su un campione di società non bancarie e non assicurative, per un totale di quaranta emittenti quotati, circa due terzi risultano non avere “alcuna esposizione verso il gruppo Lehman Brothers, mentre per gli altri i rischi appaiono limitati”.

“L‘esposizione complessiva del campione è pari a 120 milioni di euro per i derivati e a 14 milioni di euro per titoli in portafoglio”. Sul fronte delle assicurazioni “l‘esposizione diretta delle imprese che detengono attivi della banca d‘affari americana ammonta infatti a 1,14 miliardi di euro, pari allo 0,40% delle riserve tecniche”.

Oggi gli scambi sulle azioni Unicredit sono stati ancora una volta sospesi per eccesso di ribasso dopo che ieri anche la Banca d‘Italia aveva cercato di calmare il mercato assicurando che la liquidità del sistema è adeguata e soddisfacente.

Lo stesso ad Alessandro Profumo, in una lettera ai dipendenti, ha garantito ieri che gli indici di liquidità sono ben sopra i limiti approvati dal cda e la banca può operare ben oltre il 2008 senza ricorso al mercato.

La crisi finanziaria ha colpito fra gli altri il gruppo Dexia, che riceverà un‘iniziezione di liquidità per oltre 6 miliardi da parte di azionisti e governi di Belgio, Francia e Lussemburgo. Del gruppo Dexia fa parte anche Crediop.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below