30 settembre 2008 / 09:45 / 9 anni fa

Italia, inflazione settembre sorprende al ribasso

MILANO (Reuters) - Rallenta più del previsto l‘inflazione italiana in settembre, pur mantenendosi ben al di sopra dei livelli obiettivo dalla Banca centrale europea.

In base alla stima Istat l‘indice Nic in settembre ha registrato una flessione di 0,3% su mese per un incremento annuo del 3,8% dal 4,1% di agosto.

Gli analisti interpellati da Reuters avevano previsto un indice piatto su mese e un tendenziale al 4%.

Su base armonizzata i prezzi hanno riportato un progresso di 0,3% su mese per un tasso annuo in discesa a 3,7% dal 4,2% di agosto.

Anche qui le cifre Istat si collocano al di sotto delle proiezioni mediane degli analisti che indicavano +0,6% su mese e +4,1% su anno.

DANIELE ANTONUCCI, Merrill Lynch

”E’ ancora più basso delle nostre attese [inferiori al consensus].

E’ un‘indacazione favorevole, finora l‘inflazione italiana ha mostrato un ritardo rispetto al ciclo economico, rimanendo cioè elevata nonostante l‘economia sia sostanzialmente ferma.

Quello che preoccupa è che ci siano pressioni dal lato dei prezzi alla produzione. Il tasso di aumento dei prezzi alla produzione mostra una moderazione ma si conferma sempre a ritmi sostenuti”.

PAOLO MAMELI, Intesa SanPaolo

”E’ un dato che stupisce verso il basso. A trainare il calo a mio parere è la componente dei trasporti, che tra l‘altro pesa per il 15% sull‘indice. In agosto e in settembre il prezzo in euro del petrolio è sceso - in ciascun mese - di circa il 10% e questo si riflette tanto sui trasporti che sui servizi per la casa. I prezzi della prima voce scendono ben dell‘1,7% su mese.

Oltre a questi due capitoli, si registrano cali anche nei prezzi dei servizi per il tempo libero e la cultura e nelle comunicazioni. Il calo nelle comunicazioni non sorprende perché conferma il trend degli ultimi mesi mentre su tempo libero e cultura potrebbe aver agito un elemento di stagionalità, dopo i forti aumenti di luglio e agosto. Si tratta poi di una componente particolarmente sensibile all‘andamento della domanda.

Gli unici capitoli che vedono un rialzo significativo dei prezzi sono l‘istruzione - ma è normale in settembre alla ripresa della scuola - e l‘abbigliamento, anche questo legato a un andamento stagionale.

Nel complesso sembra essersi avviato un trend di rientro dell‘inflazione che proseguirà nei prossimi mesi, anche se in ottobre l‘aumento delle tariffe energetiche dovrebbe farsi sentire.

Il tendenziale d‘inflazione rimarrà comunque sopra il 3% per fine anno mentre poi dovrebbe riavvicinarsi al 2% nella primavera del prossimo anno”.

CHIARA CORSA, UniCredit

”Il dato è più basso delle nostre attese, prevedevamo un 3,9% annuo. Un contributo al ribasso è arrivato dalla componente alimentari che è salita su base mensile solo dello 0,3%, leggermente meno di quanto avessimo stimato.

L‘altra componente che ha inciso è quella dei trasporti, calata più di quanto ci aspettavamo anche per la discesa dei prezzi delle benzine. Ora prevediamo anche un calo delle tariffe aeree.

Il dato dovrebbe cambiare di poco l‘andamento previsto per il resto dell‘anno. Da qui in poi, noi ci aspettiamo un persistente trend di discesa dell‘inflazione, che potrebbe arrivare sotto il 3% verso marzo-aprile del prossimo anno”.

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