26 settembre 2008 / 16:17 / 9 anni fa

Casa Bianca, piano salvataggio: premesse per firma entro lunedì

WASHINGTON (Reuters) - C’è ancora molto da fare dal punto di vista legislativo per mettere al sicuro il sistema finanziario americano, ma gli sforzi vanno nella direzione giusta e il via libera parlamentare al piano da 700 miliardi di dollari dovrebbe arrivare entro lunedì prossimo.

<p>La portavoce della Casa Bianca Dana Perino. REUTERS/Larry Downing</p>

Lo ha detto la Casa Bianca, attraverso la portavoce Dana Perino.

“Abbiamo molto lavoro da fare, ma penso che le cose stiano andando nella direzione giusta”, ha affermato la Perino, secondo la quale è “cruciale aver agito velocemente” e non c’è ragione perché il piano di salvataggio non possa essere tradotto in legge entro lunedì prossimo.

Il presidente George W. Bush ha detto che il piano sarà approvato dal Congresso, anche se ci sono disaccordi su parti del progetto.

“Faremo in modo che il piano passi”, ha affermato Bush.

Il leader della maggioranza al Senato, Harry Reid, si è lamentato del fatto che le elezioni presidenziali stanno creando problemi alle trattative sul pacchetto da 700 miliardi per il settore finanziario, ma ha garantito che il Congresso agirà rapidamente.

“E’ ora che i repubblicani della Camera tornino al tavolo dei negoziati”, ha detto Reid.

I leader del Congresso Usa stanno tentando nuovamente oggi di raggiungere un accordo per salvare il sistema finanziario del Paese dopo lo stallo delle trattative in concomitanza con il fallimento WaMu.

Mentre i negoziati sul piano della Casa Bianca degeneravano nel caos con l‘emergere di un piano alternativo dei Repubblicani, ieri sera le autorità Usa hanno dichiarato fallita Washington Mutual, prima cassa di risparmio Usa, vendendo le sue attività.

PIANO ALTERNATIVO

Il senatore repubblicano Richard Shelby, finora contrario al piano di salvataggio proposto dal governo, non esclude un appoggio del suo partito, ma solo in presenza di cambiamenti del progetto.

Una nuova proposta avanzata dai Repubblicani della Camera nella serata di ieri prevede un piano di assicurazione dei mutui, alternativo al pacchetto di salvataggio da 700 miliardi di dollari dell‘amministrazione Bush. Il nuovo piano chiede che il governo Usa offra copertura assicurativa per circa la metà dei titoli legati ai mutui, ancora non assicurati.

Secondo il presidente della commissione bancaria, il democratico Barney Frank, il via libera al piano dipende dal raggiungimento di un accordo in seno ai repubblicani.

I rappresentanti al Congresso stanno lottando per varare il massiccio pacchetto di aiuti dopo che le trattative si sono rotte in seguito a un incontro alla casa Bianca, cui hanno partecipato i personaggi chiave del congresso e dell‘amministrazione, oltre ai candidati alla presidenza dei partiti Democratico e Repubblicano.

EUROPA APPREZZA MA TEME IL PIANO

L‘Europa ha apprezzato oggi il coraggio del piano Usa per risollevare il settore finanziario, ma è preoccupata dell‘impatto su tassi di interesse, dollaro e inflazione, secondo quanto riferiscono fonti monetarie e governative.

La maggior parte dei governi europei ha dato sostegno pubblico al piano da 700 miliardi di dollari, tuttavia nelle conversazioni private alcuni ministri delle Finanze e banchieri centrali si dichiarano più cauti.

“Un‘approvazione rapida al piano dal Congresso potrebbe sostenere la fiducia ed è vitale naturalmente. Ma ci sono dubbi di tutti i tipi”, dice una fonte di una banca centrale.

“L‘aumento nelle emissioni di bond metterà pressione sui tassi di interesse, benché un ‘flight to quality’ dovrebbe compensare in una certa misura”.

Lo stesso funzionario aggiunge che il piano, unito a una politica monetaria accomodante, potrebbe indebolire il dollaro, spingere i prezzi petroliferi e generare inflazione.

Il ministro italiano dell‘Economia Giulio Tremonti ha dichiarato questa settimana che il piano Usa sarà pagato o pesando sulle tasche dei contribuenti oppure “con una grande inflazione [...] in grado di assorbire in breve tempo grandi posizioni debitorie”.

Una fonte del G7 sostiene che il piano di salvataggio “contiene rischi per il lungo termine legati al dollaro e alla politica fiscale Usa”, rischi che, riferisce, il Fondo monteraio internazionale ha illustrato in occasione di una riunione con i funzionari dei paesi avanzati.

L‘Europa ha chiarito di non ritenere che un programma come quello Usa potrebbe essere d‘aiuto e per ora preferisce concentrarsi su interventi sulla regolamentazione.

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