23 settembre 2008 / 19:05 / tra 9 anni

Finanziaria, peggiorano stime Pil e deficit

di Paolo Biondi e Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Crescita pressoché piatta nel 2008 e lieve aumento del deficit nei prossimi anni. Il Consiglio dei ministri ha approvato la Finanziaria “snella” per il 2009 e con la Nota di aggiornamento ha ritoccato in peggio le stime di crescita e di finanza pubblica presentate con il Dpef di giugno.

Nelle nuove previsioni il Pil scende nel 2008 a +0,1% dal precedente 0,5%. Per il 2009 il governo stima una crescita di mezzo punto percentuale a fronte del +0,9% del Dpef.

“La Nota di aggiornamento riflette gli effetti della crisi economica in atto nel mondo, in Europa e in Italia”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“Le previsioni di crescita sono coerenti con i dati di consenso internazionale e senza alcun effetto sul deficit, che resta al 2,5% nel 2008”, ha aggiunto Tremonti commentando l‘abbassamento delle stime sul Pil.

Per il 2009 il governo ha peggiorato lievemente la stima di deficit, che sale al 2,1% del Pil dal precedente 2%.

Secondo quanto riferito da diverse fonti governative, la stima di deficit aumenta di due decimi di punto sia nel 2010 (1,2%) sia nel 2011, anno in cui la Nota di aggiornamento stima un indebitamento dello 0,3% (da 0,1%).

Per il 2012 la Nota di aggiornamento prevede un deficit dello 0,1% (saldo zero nel Dpef), mentre per il formale pareggio di bilancio occorre aspettare il 2013 (dal precedente avanzo di 0,1).

Parlando in serata al Tg1, Tremonti ha ribadito che l‘obiettivo del pareggio di bilancio viene sostanzialmente centrato nel 2011.

“Confermiamo tutti gli obiettivi di finanza pubblica presi con l‘Europa... L‘Europa dice ‘close to balance’, 0,3 vuol dire zero”, ha detto Tremonti parlando del deficit stimato per il 2011.

Revisioni anche per le serie di debito e avanzo primario. Nel 2008 il debito è visto a 103,7% dal 103,9% del Dpef di giugno. Nel 2009 il debito scende a 102,9% (da 102,7%), nel 2010 al 101,3% (da 100,4%), nel 2011 a 98,4% (da 97,2%), nel 2012 a 95,1% (da 93,6%), nel 2013 a 91,9% (da 90,1%).

L‘avanzo primario è confermato nel 2008 al 2,6%, ma viene rivisto al ribasso di un decimo nel 2009 al 3%. Nel 2010 il governo stima un avanzo al 3,9% (dal 4% del Dpef), nel 2011 al 4,6% (da 4,9%), nel 2012 al 4,8% (da 4,9%), nel 2013 al 4,9% (da 5%).

FINANZIARIA SNELLA: 3 ARTICOLI PIÙ LE TABELLE

Tremonti ha confermato che la Finanziaria 2009 recepisce nella sostanza la manovra triennale disposta con il decreto convertito in legge prima della pausa estiva.

Il ministro si è detto sicuro che durante il percorso parlamentare “sarà evitato l‘assalto alla diligenza”.

“Per inciso e a scanso di equivoci, il governo ha chiesto e autorizzato la richiesta a porre la questione di fiducia ove fosse necessario”, ha puntualizzato Tremonti.

La Finanziaria snella si compone di soli 3 articoli più le tabelle. Unico piatto forte i circa 3 miliardi per il rinnovo del contratto ai dipendenti pubblici. Rispetto al testo esaminato preliminarmente dal Cdm il 5 agosto, la Finanziaria prevede che il ministro della Funzione pubblica possa erogare un anticipo degli aumenti contrattuali “unilateralmente”. L‘importo non potrà superare il 90% dell‘inflazione programmata applicato alla voce stipendio.

Per il resto, come ha confermato Tremonti, la Finanziaria proroga tutta una serie di agevolazioni fiscali: dallo sconto per le rette degli asili nido ai bonus per le tessere del bus.

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