23 settembre 2008 / 15:40 / tra 9 anni

Telecom Italia, nuovo socio e cessione rete a cda giovedì

MILANO (Reuters) - Telecom Italia sta trattando per l‘ingresso di un nuovo socio, proveniente dai paesi arabi o dal Nord Africa, e sta lavorando all‘ipotesi di scorporo della rete.

Sono questi i temi in discussione al prossimo consiglio del 25 settembre, che avrà però un esito ancora interlocutorio, almeno sulla questione della rete, secondo quanto riferiscono fonti vicine alla vicenda.

Secondo una fonte, “sul tema della rete non è facile portare a casa risultati importanti in tempi brevi. La cessione delle torri del mobile non ha grande valenza industriale e non sarebbe risolutiva per la posizione finanziaria del gruppo. Quella della rete fissa sembra ancora una questione complessa da affrontare, anche per l‘opposizione di Telefonica”.

La combinazione di un nuovo socio più la cessione delle torri potrebbe però dare spinta al titolo e restituire parte di quella flessibilità finanziaria che consentirebbe al gruppo di fare nuovi investimenti, secondo alcuni analisti. Al 30 giugno il gruppo aveva una posizione finanziaria netta negativa per 37 miliardi di euro.

Telco, primo azionista Telecom con il 23,6% del capitale, è partecipata al 42,3% da Telefonica, al 28% da Generali, al 10,6% da Mediobanca e da Intesa Sanpaolo, all‘8,4% da Sintonia della famiglia Benetton.

L‘obiettivo è risollevare un titolo che langue poco sopra quota 1 euro da mesi. Attorno a 1,1 euro, quindi non lontano dai prezzi di questi giorni, scontando un premio di maggioranza del 20%, i soci Telco hanno accumulato una perdita potenziale di 4,48 miliardi di euro. La fetta più grossa è quella dell‘operatore spagnolo che ammonta a 1,895 miliardi.

CESSIONE PARTE DELLA RETE PER INVESTIMENTI

Sulla vendita di una quota della rete per avere risorse per gli investimenti, tema all‘ordine del giorno già da ancora prima dell‘ingresso del nuovo management alla fine dello scorso anno, le ipotesi oggi sul tavolo sono la cessione di una quota della rete fissa, previo il conferimento a una newco che potrebbe anche approdare a Piazza Affari, e quella delle torri di trasmissione per la telefonia mobile.

Per quanto riguarda la rete fissa “oggetto di cessione sarebbe la rete di accesso, già separata funzionalmente nella divisione Open Access”, creata a inizio di quest‘anno, dice una seconda fonte. Nella nuova società creata per la rete fissa potrebbero entrare investitori istituzionali, come il Fondo F2i, partecipato da Cassa Depositi e Prestiti e banche.

Sulle torri l‘ex-AD, Carlo Buora, nel 2007 aveva commissionato a Rothschild uno studio sull‘ipotesi di cessione che valutava le torri intorno ai 5 miliardi. Allora l‘attuale AD di Telecom, Franco Bernabè, era ai vertici di Rothschild Italia. Attualmente sembra la strada più facile da percorrere.

All‘ipotesi di cessione della rete è legato il tema degli investimenti necessari per realizzare la rete di nuova generazione. L‘AD Franco Bernabè ha chiesto nei giorni scorsi un alleanza tra governo, operatori telefonici ed ex-monopolista per realizzare l‘infrastruttura.

Il presidente dell‘autorità per le tlc, Corrado Calabrò, ha detto che Telecom non ha flussi di liquidità sufficienti per sostenere gli investimenti necessari per una rete in fibra ottica, distinta dall‘attuale rete Telecom Italia, che ha quantificato in 8-15 miliardi di euro.

TRATTATIVE PER UN NUOVO SOCIO

Sembra da escludere l‘ipotesi di un‘uscita di Telefonica di cui a ondate si torna a parlare sul mercato, mentre se si vuole fornire il gruppo di maggiore liquidità la strada obbligata è quella di un aumento di capitale riservato con l‘ingresso di un nuovo socio.

La stampa ha parlato di una cifra di tra 3 e 5 miliardi.

“La strategia del gruppo spagnolo non è cambiata nè sul fronte dell‘investimento in Telecom Italia, nè sul fronte della rete”, dice una terza fonte vicina alla vicenda, aggiungendo che Telecom è considerato un investimento di lungo periodo e la rete fissa è una asset fondamentale.

In ogni caso sembra improbabile immaginare un‘uscita di Telefonica a questi prezzi, a meno che non ci sia un nuovo partner pronto ad acquistare una quota così elevata a prezzi ben superiori rispetto ai valori di mercato.

I candidati all‘ingresso nel capitale Telecom sono i fondi sovrani dell‘area araba e Nord africana, secondo quanto detto da una fonte nei giorni scorsi.

Nei giorni scorsi il fondo sovrano Libya Investment Authority ha detto che “in questa fase” non può fare commenti sull‘argomento. Indiscrezioni stampa hanno evidenziato l‘ipotesi di un‘entrata della libica Lafico.

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