3 settembre 2008 / 08:14 / 9 anni fa

Italia, Pmi servizi agosto risale a 48,5, nono mese contrazione

MILANO (Reuters) - Ancora contrazione per il terziario italiano, che in agosto, secondo l‘indice elaborato sulla base dell‘indagine Adaci-Market Economics si attesta a 48,5%, in recupero rispetto al minimo storico (45,6) registrato a luglio, ma non oltre la soglia dei 50, che separa espansione e contrazione.

Il valore, il nono consecutivo sotto la soglia di 50, è rimasto anche sotto la media degli ultimi dodici mesi (49,5). I fattori più penalizzanti sono stati il calo dei nuovi ordini e delle commesse, insieme ai costi elevati.

Andrew Self, economista della Markit Economics, sottolinea che “le imprese del terziario hanno continuato a soffrire a causa sia della forte inflazione dei costi di gestione sia della diminuzione della domanda che, nel corso dell‘anno, ha continuato a esercitare pressioni negative sui margini di profitto”. Self inoltre ritiene probabile che il calo delle attività e dei nuovi ordini apra la strada ad ulteriori riduzioni del Pil nei prossimi trimestri.

Il peggioramento delle condizioni economiche traspare anche dal sottoindice dei nuovi ordini che, seppur in risalita rispetto a luglio (45,2), si è fermato a 47,8, frenato dall‘indebolimento della domanda e dal peggioramento delle condizioni economiche.

Le commesse inevase, a 47,8, si sono ridotte per il tredicesimo mese consecutivo a indicare un eccesso di produzione del settore. Quasi il 25% delle aziende intervistate ha riportato un calo di queste commesse. Secondo gli intervistati la ripresa rispetto al 45,2 di luglio è da attribuire al minor numero di ordini ricevuti.

Sotto la soglia dei 50 anche il livello di occupazione che con 49,8 è rimasto sui valori di luglio (49,6). Invariato anche il sottoindice delle tariffe applicate (50,3), a dimostrare che le aziende non sono riuscite a trasferire sui prezzi finali i maggiori costi di produzione.

In contrazione rispetto a luglio ma sempre in espansione il sottoindice dei prezzi d‘acquisto. A 61,4 ha toccato il valore più basso degli ultimi undici mesi. Rimangono tuttavia pesanti i costi di gestione, soprattutto quelli legati alle materie prime e all‘energia.

Rotta inversa invece per l‘indice sulle previsioni future, che balza in avanti a 66,5 segnando il valore più alto degli ultimi tre mesi. Nonostante il calo delle attività, dei nuovi ordini, delle commesse inevase e della redditività, quasi il 41% delle aziende ha espresso ottimismo circa le prospettive per i prossimi dodici mesi.

A livello settoriale particolarmente deboli sono stati i trasporti e il comparto ‘hotel e ristoranti’ dove però le imprese hanno dimostrato il livello di ottimismo più alto.

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