29 agosto 2008 / 09:15 / tra 9 anni

Italia, inflazione agosto rallenta dopo picco luglio

MILANO (Reuters) - L‘inflazione italiana in agosto ha registrato una decelerazione, con l‘indice Nic in calo dello 0,1% su mese e in rialzo del 4,0% su anno, ma in rallentamenato rispetto a luglio. Le cifre sono perfettamente in linea con le stime degli economisti consultati da Reuters e potrebbero rappresentare quell‘inizio di un processo di rallentamento atteso dalla maggior parte degli analisti.

<p>Immagine d'archivio della cassa di un supermercato. REUTERS</p>

In luglio l‘indice d‘inflazione nazionale si era attestato al +0,5% congiunturale e al +4,1% tendenziale.

“Il dato, che conferma le previsioni con un rallentamento rispetto al mese precedente, è compatibile con il calo registrato dal petrolio già dal mese di luglio che inizia a filtrare sul Cpi” dice Susana Garcia di Deutsche Bank.

L‘indice armonizzato Ipca ha visto invece una variazione nulla su mese, a fronte di attese per una contrazione dello 0,3%, e un rialzo del 4,2% annuo contro stime per un più moderato 3,9%. Il tendenziale dell‘Ipca è il più alto dal gennaio 1997, che segna l‘inizio della serie storica. In luglio si era registrata una contrazione dello 0,6% mensile, e un‘espansione del 4,0% annuo.

CALO GREGGIO NON ANCORA DEL TUTTO METABOLIZZATO DA CPI

Se da un lato il calo del petrolio è iniziato a filtrare sui prezzi al consumo, gli economisti rilevano che lo ha fatto solo parzialmente e che il ribasso, ma anche il precedente rialzo, non sono stati ancora del tutto incorporati dal Cpi. Questo ha determinato gli alti livelli del capitolo ‘Trasporti’ e il rialzo dell‘Ipca.

“L‘armonizzato è stato più alto delle attese, ci aspettavamo un -0,2% su mese. Da lì viene fuori quel 4,2% su anno” dice Paolo Mameli di Intesa SanPaolo. “In generale il problema è che la passata salita del petrolio non è stata digerita completamente dai prezzi al consumo. C’è un ritardo nell‘effetto del calo dei prezzi energetici. Sulla componente trasporti per esempio c’è 0,2%, che anche se in rallentamento, porta a un rincaro dei prezzi”.

Secondo quanto comunicato da Istat, il comparto energetico è diminuito del 2,4% a livello congiunturale e salito del 14,5% su base annua. La benzina verde è avanzata del 10,6% su anno e il gasolio del 23,9%.

“Tutte le componenti sono in linea con le mie stime, tranne quella relativa ai trasporti” dice Marco Valli di UniCredit Mib. “Questo potrebbe essere stato determinato dal fatto che Istat non ha ancora incorporato il calo delle benzine”.

La voce ‘Trasporti’ ha registrato un incremento congiunturale dello 0,2% e uno tendenziale del 7,5%.

Istat ricorda che gli altri incrementi tendenziali particolarmente elevati si sono registrati nei capitoli ‘Abitazione, acqua, elettricità e combustibili’ con +8,2%, e il comparto alimentare con +6,2%.

Il rialzo del capitolo alimentari è proseguito anche a livello congiunturale, con un +0,1% in agosto rispetto a luglio. Si tratta tuttavia di un rallentamento rispetto a luglio, quando la crescita era stata dello 0,2% su mese e del 6,4% tendenziale.

STIME PER RALLENTAMENTO MOLTO GRADUALE

Le attese per i mesi a venire sono di un rallentamento abbastanza graduale e comunque legato all‘andamento dei prezzi del greggio.

“Mi aspetto che il tendenziale continuerà a scendere in Italia nei prossimi mesi. Difficile dire fino a che livello scenderà perchè anche in questo caso dipenderà dall‘andamento del petrolio” dice Garcia.

Particolarmente lento vede il processo di discesa dell‘inflazione l‘economista di Intesa SanPaolo.

“L‘inflazione rimarrà su questi livelli anche nei prossimi mesi. Scenderemo marginalmente sotto il 4% a fine anno, sul 3% in primavera 2009 e sotto il 2% soltanto nella seconda metà del 2009” dice Mameli.

Il fatto però che il Cpi non abbia ancora del tutto incorporato il calo del greggio, potrebbe determinare un calo più significativo già a partire da settembre, almeno sulla componente trasporti, secondo UniCredit.

“Per i mesi a venire mi aspetto un significativo calo della componente trasporti, specialmente se gli alti livelli di questo mese sono da attribuirsi al fatto che il calo del greggio non è stato ancora statisticamente incorporato”, dice infatti Valli.

Un rallentamento dell‘inflazione in agosto è emersa anche a livello europeo.

Oggi Eurostat ha anticipato il tasso tendenziale di inflazione per la zona euro di agosto indicando un rallentamento a +3,8%. Gli eocnomisti avevano previsto un rialzo del 3,9% dopo il 4,0% di luglio.

La stima preliminare dell‘indice dei prezzi al consumo della Germania pubblicata mercoledì ha mostrato ad agosto un calo dello 0,3% su mese per un tendenziale annuo del 3,1%, una decelerazione superiore a quella attesa dagli economisti che vedevano un calo congiunturale limitato allo 0,2% per un tendeziale del 3,2%. In luglio l‘inflazione tedesca era cresciuta dello 0,6% su mese e del 3,3% su anno.

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