27 agosto 2008 / 07:35 / tra 9 anni

Migliora fiducia consumatori su calo petrolio,ma fragile

MILANO (Reuters) - E’ migliorata in agosto la fiducia dei consumatori, soprattutto per quel che riguarda le condizioni generali, probabilmente influenzata dalla forte riduzione del prezzo del petrolio delle ultime settimane.

<p>Un automobilista alla pompa di benzina. REUTERS/Kham</p>

Ma gli economisti non sono per nulla ottimisti e vedono il miglioramento solo come un rimbalzo dopo il netto calo di luglio e non vedono, grazie ad esso, ripercussioni positive sulla domanda interna. Anche perchè i fondamentali economici negativi, con la prospettiva di ulteriore perdita di potere d‘acquisto e di difficoltà nel mercato del lavoro, spingeranno i consumatori a cambiare di nuovo idea.

L‘indice elaborato dall‘Isae sulla fiducia dei consumatori ha mostrato ad agosto una risalita di quattro punti a 99,5 dopo il 95,8 di luglio, che rappresentava il minimo da novembre 1993, riportandosi vicino al 99,9 di giugno scorso.

Il dato è decisamente al di sopra del consensus Reuters di 96 e anche sopra la maggiore delle stime (98,5).

“Effettivamente il dato è migliore delle attese, ma lo vedo solo come un rimbalzo dopo il forte calo del mese precedente, probabilmente alimentato dal deprezzamento del petrolio in agosto” dice Marco Valli. “Restiamo sempre ben sotto la media di lungo periodo e comunque i fondamentali restano negativi e non vedo con questo dato un trend di ripresa”. La media storica dell‘indice è poco sopra i 110 punti, aggiunge.

Della stessa opinione è Anna Maria Grimaldi di Intesa Sanpaolo che precisa: “il miglioramento del dato è riconducibile in larga misura solo al calo del prezzo delle benzine e infatti vediamo un miglioramento soprattutto delle condizioni generali, mentre quelle personali recuperano meno”. L‘indice relativo alla situazione personale degli intervistati sale a 111,9 da 108,9 tornando in prossimità dei livelli di maggio. Quello relativo al quadro economico generale sale a 77 dal 72,6 di luglio.

“Non mi sentirei di parlare di ripresa, bisognerebbe vedere un conferma del miglioramento anche nei prossimi uno o due mesi almeno” dice Carmela Pace di Mps capital services.

OTTIMISMO CONSUMATORI DESTINATO A SPEGNERSI SU PESO ECONOMIA

Le condizioni generali dell‘economia italiana non offrono del resto elementi di ottimismo per i prossimi mesi e l‘idea degli economisti è che i consumatori, che vedranno eroso ancora il loro potere d‘acquisto e limitato il mercato del lavoro, torneranno ad essere più negativi nei prossimi mesi.

“I fondamentali economici sono negativi e presto vedremo una ripercussione anche sull‘occupazione” dice Valli.

“Il mercato del lavoro si prospetta molto difficile e l‘ottimismo dimostrato nell‘indice non pare essere giustificato” dice Grimaldi. “Le attese sulla disoccupazione, seppur lievemente meno negative, restano in prossimità dei valori massimi degli ultimi anni” dice l‘Isae nel suo rapporto.

Non c’è da aspettarsi quindi che la maggiore fiducia dimostrata nell‘indice si possa trasformare in una maggior domanda in grado di migliorare il Pil.

“Nella migliore delle prospettive il calo del petrolio ci potrebbe permettere di scongiurare l‘ipotesi peggiore di una contrazione dei consumi all‘interno del Pil, che potremmo invece vedere in modestissima crescita o fermi” dice Valli.

Invece Grimaldi dice che “la voce domanda continuerà a restare debole e il dato di oggi non cambia in alcun modo le prospettive né dell‘economia italiana, né dei consumi”.

Nel primo trimestre la componente spesa delle famiglie nel Pil ha visto un rialzo limitato allo 0,2% su trimestre. Il dettaglio del Pil del secondo trimestre verrà reso noto il prossimo 10 settembre.

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