25 agosto 2008 / 18:05 / tra 9 anni

Greggio, Opec manterrà invariata produzione a settembre

di Simon Webb

DUBAI (Reuters) - L‘Opec probabilmente deciderà nel meeting del 9 settembre di mantenere invariata la produzione di petrolio, mentre i prezzi restano alti nonostante una forte diminuzione rispetto al picco di luglio.

Lo ha detto una fonte interna all‘Opec.

Il petrolio americano oggi è stato scambiato a 115 dollari al barile, e il suo prezzo è sceso di oltre 30 dollari dal massimo raggiunto a luglio. L‘Arabia Saudita, il maggior esportatore di petrolio al mondo, si è impegnata ad aumentare la produzione per soddisfare la domanda crescente e contenere i prezzi.

Alcuni dei membri più intransigenti dell‘organizzazione hanno detto che il gruppo al prossimo meeting dovrebbe decidere un taglio della produzione se i prezzi continuassero a scendere.

“Credo che la produzione resterà la stessa” ha detto la fonte “Il prezzo è ancora alto”.

I membri dell‘Opec vogliono prezzi che prevengano un‘erosione della domanda e incoraggino la crescita economica globale, ha detto la fonte, rifiutando di definire un prezzo ideale. L‘Opec produce più di un terzo del petrolio mondiale.

I funzionari del gruppo di produttori sono riluttanti a fornire un obiettivo di prezzo anche perchè ciascun membro dell‘organizzazione avrebbe bisogno di un prezzo diverso per mantenere in equilibrio il proprio bilancio.

Venezuela e Iran sono tra i membri Opec che avrebbero bisogno di prezzi più alti e sono stati i primi a chiedere pubblicamente un taglio della produzione a fronte di prezzi in ulteriore calo.

INCERTEZZE

Secondo la fonte, la produzione globale di petrolio è più che sufficiente a soddisfare la domanda nel breve periodo, ma i consumi dovrebbero aumentare durante l‘inverno.

La domanda stagionale dovrebbe attenuare l‘impatto a breve termine della diminuzione dei consumi nei Paesi industrializzati. L‘effetto del calo della domanda sarà chiaro dopo l‘inverno, ha aggiunto la fonte.

“Ci sono molti punti incerti nel mercato” ha detto la fonte “Non sappiamo che tipo di domanda ci sarà e dobbiamo tenere gli occhi puntati sull‘economia statunitense. Non sappiamo a quanto ammonterà la fornitura dai Paesi esterni all‘Opec. Non conosciamo l‘ammontare delle scorte”.

La domanda degli Usa è diminuita di 800.000 barili al giorno nella prima metà del 2008, la più forte diminuzione in 26 anni. Ma nel lungo periodo, secondo la fonte Opec, i fondamentali sembrano solidi.

La domanda è sempre forte nei Paesi emergenti, Cina in testa, mentre i Paesi fuori dall‘Opec hanno difficoltà a stimolare la produzione.

”Nel lungo periodo il mercato è solido“ ha detto la fonte ”La domanda di greggio sta continuando a salire, e le alternative al petrolio non possono rispondere ai bisogni di energia a breve, soprattutto nei Paesi emergenti che non possono permettersi le tecnologie necessarie a sviluppare fonti alternative.

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