22 agosto 2008 / 11:43 / tra 9 anni

Cina, crescita domanda petrolio luglio tocca massimi due anni

PECHINO (Reuters) - La crescita della domanda di petrolio in Cina ha toccato il massimo di due anni a luglio, ma l‘impeto che ha caratterizzato il periodo pre-olimpico dovrebbe subire un arresto in autunno, colpito dai prezzi alti, dalla debolezza dell‘economia globale e dalla fine delle pressioni sulle riserve accantonate in vista dei giochi.

<p>REUTERS/Stringer</p>

Il consumo di oro nero è salito del 9,5% rispetto all‘anno scorso sulla scia delle importazioni record di carburante: un aumento che si spiega con la volontà di Pechino di evitare una scarsità di petrolio proprio quando tutti gli occhi erano puntati sulla Cina. Tuttavia, l‘acquisto di prodotti petroliferi all‘estero dovrebbe scendere drasticamente alla fine dei giochi, in quanto il governo alleggerirà le pressioni sui propri giganti energetici per garantire le forniture, dicono fonti dal mondo industriale.

A trascinare la domanda di luglio, infatti, è stata prevalentemente la creazione di scorte di carburante per i giochi.

“La crescita della domanda nel quarto trimestre potrebbe mostrare un rallentamento, grazie all‘alta disponibilità di scorte”, scrive l‘analista indipendente Paul Ting in una nota ai propri clienti. “Le scorte cinesi di diesel e benzina hanno toccato un picco record a giugno e i livelli delle scorte sono aumentati anche a luglio”, ha aggiunto.

Gran parte della crescita repentina delle importazioni è infatti da attribuire a diesel e benzina, che la Cina ha importato in grandi quantità.

La domanda di kerosene e gas di petrolio liquefatto è scesa, mentre il consumo di carburante è precipitato di un terzo.

Nell‘anno fino a luglio la domanda implicita - che considera le importazioni nette e la produzione, senza prendere in considerazione tuttavia la variazione delle scorte - è salita di un modesto 6% a 7,4 milioni di barili al giorno, indicano i calcoli Reuters su dati ufficiali.

“Dopo le Olimpiadi la domanda non sarà così alta. Ci sono buone probabilità che il governo accentui gli sforzi di legare i prezzi del carburante con quelli del mercato internazionale”, commenta Wu Jun, analista di CIFCO a Shanghai.

Pechino è divisa tra la promessa di rendere i prezzi energetici, ad oggi fissati dal governo, in linea con i livelli di mercato e la paura delle conseguenze che questo potrebbe provocare.

Un aumento a sorpresa a fine giugno ha placato in parte le raffinerie, ma anche questo incremento di circa 20% - e la flessione delle quotazioni di mercato per il greggio dopo il record di luglio a 147 dollari - non è stato sufficiente per riportare le raffinerie in nero.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below