21 agosto 2008 / 09:25 / 9 anni fa

Greggio sale per tensioni geopolitiche Russia-Usa su Polonia

LONDRA (Reuters) - Il petrolio torna a correre sulle tensioni geopolitiche e sulle preoccupazioni sullo stato del credito americano, all‘indomani di una giornata nervosa in cui un rialzo di oltre due dollari si è perso in serata dopo i dati sulle scorte settimanali Usa, largamente superiori alle attese.

<p>REUTERS/Donna W. Carson</p>

Preoccupano in particolare modo i rapporti tesi tra Russia e Usa sulla creazione di uno scudo missilistico in Polonia. La forte opposizione del Cremlino, che, oltre a essere il secondo produttore mondiale di petrolio, ha un ruolo chiave per il rifornimento europeo, potrebbe bloccare l‘accesso alle scorte energetiche.

Intorno alle 10,30 il contratto sul Nymex con scadenza a settembre è scambiato a 116,34 dollari al barile, con un rialzo di 77 centesimi, mentre la scadenza a ottobre sul Brent guadagna 70 centesimi a 115,06 dollari.

I prezzi del petrolio sono scesi del 20% dal picco toccato a metà luglio a causa del timore di una diminuzione della domanda globale per il rallentamento della crescita, ma nell‘anno il rialzo è stato del 15%, in una corsa trascinata dalla crescita dell‘Asia.

“Il mercato non ha tenuto abbastanza in considerazione i rischi geopolitici e si è concentrato sulla contrazione della domanda di greggio. Dovremmo scambiare a 120-125 dollari al barile”, dice Jonathan Barratt di Commodity Broking Services in Australia, riferendosi alla preoccupante instabilità di Nigeria, Iran, Georgia alla quale si aggiunge ora l‘incrinarsi dei rapporti tra Russia e Stati Uniti.

E’ di ieri l‘accordo tra Usa e Polonia sulla creazione di uno scudo missilistico nell‘ex-stato satellite sovietico, un‘operazione contro cui autorità e generali russi sono arrivati a minacciare un possibile attacco preventivo in Polonia.

Le tensioni geopolitiche sono riuscite a oscurare l‘ottimismo di ieri per le scorte settimanali Usa di greggio, inaspettatamente alte.

Resta critica, invece, la situazione finanziaria, con i titoli delle due agenzie governative Fannie Mae e Freddie Mac in caduta libera e con la revisione verso il basso di Citigroup delle stime sulle maggiori banche di investimento americane.

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