20 settembre 2008 / 07:32 / 9 anni fa

Gas, dal 2009 Edison sfida Eni con il terminale di Rovigo

di Giancarlo Navach

PORTO VIRO (Rovigo) (Reuters) - Parte dal rigassificatore di Rovigo la sfida di Edison all’ Eni, proprietaria dell‘unico terminale di Lng italiano, in Liguria. Foro Buonaparte si ritaglia così il ruolo di nuovo operatore nel mercato del metano.

Il terminale offshore di Rovigo - 10% Edison, 45% Qatar Terminal Gnl e 45% ExxonMobil italiana gas - entrerà a pieno regime con i suoi 8 miliardi di metri cubi di gas all‘anno non prima dall‘inverno 2009-2010, ma già da marzo prossimo la prima nave metaniera arriverà dal Qatar all‘impianto veneto per il processo di raffreddamento e quindi di ritorno allo stato gassoso.

Lo scorso 15 settembre, la struttura di cemento armato alta quanto un edificio di dieci piani e larga come due campi da calcio, è giunta a destinazione dopo un viaggio di 17 giorni da Algeciras, nel Sud della Spagna, ed è stata stabilizzata a 15 chilometri al largo del Mare Adriatico.

“Questa struttura è la prima al mondo offshore ed è quindi un prototipo. Vorrei sottolineare che si tratta del primo gas importato in Italia non dall‘operatore tradizionale (Eni, ndr), apre alla concorrenza e pone le premesse per avere un prezzo del gas più competitivo per le imprese e le famiglie”, ha detto l‘Ad di Edison, Umberto Quadrino, nella conferenza stampa di presentazione.

“Con questo impianto - ha rimarcato il manager - Edison ritorna a essere una grande azienda energetica italiana. Stiamo riprendendo il posto che ci compete”.

Un tributo al quale non si è sottratto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, presente alla cerimonia inaugurale. “Edison sta ritornando ad avere un ruolo importante, dopo le difficoltà del passato, nel panorama italiano”, ha detto il premier. Da Porto Viro Berlusconi ha annunciato che entro la prossima primavera il governo presenterà il nuovo piano energetico nazionale che prevede anche il ritorno al nucleare.

Alcuni numeri danno l‘idea dell‘importanza di questo rigassificatore per il Paese: il terminale coprirà il 10% del fabbisogno nazionale di gas, aprendo un nuovo canale con il Qatar, diversificando di conseguenza le fonte energetiche. A Edison spetta l‘80% della capacità, pari a 6,4 miliardi di metri cubi di gas all‘anno, mentre il restante 20% sarà a disposizione del mercato. “Le aziende sono invitate a fare le offerte, ma la procedura non è stata ancora terminata”, ha sottolineato Quadrino. A essere interessate a questa quota teoricamente potrebbero essere le più grandi ex municipalizzate italiane, da A2A ad Acea a Hera. Anche se il presidente del consiglio di gestione della superutility lombarda, Giuliano Zuccoli, ha subito chiarito che “non sarebbe fair un interesse da parte di A2A”, visto che l‘utility è una dei principali azionisti di Foro Buonaparte.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha definito quest‘opera storica. “E’ il primo rigassificatore più grande d‘Europa ed è la prima struttura di questo tipo che si fa in Italia dopo 30 anni”, ha detto.

TERMINALE COSTERA’ 2 MLD, REALIZZATO IN 10 ANNI

“Alla fine dei lavori il terminale costerà 2 miliardi di euro e sarà a regime per la stagione invernale 2009-2010”, ha spiegato Scott Miller, managing director di Adriatic Lng.

La strada che ha portato alla realizzazione del terminale è stata lunga e tortuosa, come ha ricordato Quadrino. Risale al 1998 la prima richiesta di autorizzazione, poi ci sono state quattro analisi di impatto ambientale, numerosi ricorsi, prima di arrivare a ottenere l‘autorizzazione finale. Nel 2003 venne siglato l‘accordo fra Edison, Qatar ed ExxonMobil per la disponibilità del gas.

“In Italia si parla tanto di creare rigassificatori. Il vero vincolo non è quello normativo, ma del gas a monte, in contratti a lungo termine, e oggi non ce ne sono molti in giro”, ha sintetizzato l‘AD di Foro Buonaparte. In altri termini, con questa struttura l‘Italia, insieme all‘incremento della capacità di trasporti di alcuni gasdotti, potrebbe risolvere i suoi problemi di diversificazione delle fonti di approvvigionamento senza ricorrere ad altri rigassificatori, a meno di trasformare il Paese in una sorta di hub per la vendita del gas in Europa.

Nel frattempo, almeno per il prossimo inverno ormai alle porte, non sarà possibile utilizzare l‘impianto di Rovigo per fare fronte alla eventuale maggiore richiesta di gas. L‘unica boccata di ossigeno verrà dai 3 miliardi di metri cubi di gas provenienti dall‘Algeria dal mese prossimo, in aggiunta a quelli già disponibili.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below