18 settembre 2008 / 16:43 / 9 anni fa

Crisi: Tremonti riunisce domani Draghi, Giannini, Cardia, Grilli

<p>Giulio Tremonti in una foto d'archivio. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

ROMA (Reuters) - Il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti ha convocato per domani alle 12 il Comitato per la crisi finanziaria per esaminare gli sviluppi della situazione internazionale ed i suoi riflessi sulle imprese e l‘economia italiana dopo il crack di Lehman Brothers e il salvataggio di Aig.

Lo ha detto a Reuters una fonte del comitato.

Del comitato, oltre a Tremonti ed al direttore generale del tesoro Vittorio Grilli fanno parte: il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi, il presidente dell‘Isvap Giancarlo Giannini, il presidente della Consob Lamberto Cardia.

La prima riunione del comitato è avvenuta il 29 luglio scorso.

Gli stessi attori di domani si erano riuniti per un primo esame dei riflessi italiani della crisi finanziaria internazionale il 7 marzo scorso, quando il quadro era stato definito, “pur nell‘ambito di un peggioramento della situazione internazionale, nel complesso abbastanza rassicurante”.

Di quei protagonisti nel frattempo ne è cambiato, è vero, solo uno, ma si tratta del padrone di casa: Tremonti che ha preso il posto di Tommaso Padoa-Schioppa.

I giudizi di Tremonti sullo stato della crisi sono più netti: “La crisi internazionale può aggravarsi” ha ripetuto più volte, l‘ultima ieri in Parlamento; “non è la fine del mondo, ma la fine di un mondo drogato, truccato, tarato dalla folle vertigine della finanza”, ha aggiunto oggi al Corriere.

Nella stessa intervista ha ripetuto di non ritenere efficaci le misure finora adottate dal Financial stability forum presieduto da Draghi perché “le regole non le fanno i regolatori, ma le fanno i governi” ed ha annunciato che la presidenza italiana del G8 dal prossimo gennaio proporrà in questo senso una “nuova Bretton Woods”.

Ma sul fronte interno è lo stesso Tesoro a gettare acqua sul fuoco: l‘impatto della bancarotta di Lehman Bros su via XX Settembre è limitato e comunque il Tesoro è un debitore (quindi potrebbe eventualmente sperare in sconti sul debito) e l‘Italia, dopo la crisi, sarà “più forte di prima”, assicura Tremonti.

Le cose dette da Draghi, sull‘analisi della situazione, questa volta non si sono scostate di molto: se a livello internazionale, ha detto lunedì a Berlino, la crisi si sta aggravando e le perdite sui crediti stanno ricominciando a crescere, la situazione italiana resta sotto controllo e “il rischio di controparte e il tasso di esposizione nei confronti di Lehman appaiono, nell‘aggregato, limitati”.

Anche questa volta non si tratta solo di banche: fra le imprese direttamente coinvolte figurano le assicurazioni, particolarmente dopo il dissesto del colosso assicurativo americano Aig. Alla riunione del 7 marzo scorso fu proprio Giannini a fornire i dati più interessanti sul coinvolgimento, seppur limitato, delle aziende italiane. Domani sia lui sia Draghi dovrebbero essere in grado di fornire dati aggiornati sull‘entià ad oggi del rischio Italia in entrambi i settori.

Pare invece difficile che la riunione di domani possa spingersi sul fronte delle regole e normative, al di là di chiedere una rigorosa applicazione di quelle vigenti, vista la disparità delle opinioni presenti.

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