17 settembre 2008 / 14:52 / 9 anni fa

Alitalia, da sindacati tre sì, un no e cinque indecisi su piano

di Alberto Sisto

<p>Roberto Colaninno in una foto d'archivio. REUTERS/Paolo Cocco</p>

ROMA (Reuters) - In tre hanno detto subito di sì: Cisl, Uil e Ugl. Uno solo ha detto no: è l‘Unione piloti. Gli altri cinque -- Anpac, Cgil, Anpav,Avia e Sdl -- utilizzeranno tutto il tempo, fino a domani alle 15,50, per dare la loro risposta e cercare di strappare.

Così l‘offerta della Compagnia aerea italiana (Cai) per Alitalia, vivrà la sua ultima notte di bagno maria in attesa delle valutazione dei sindacati ancora incerti che dovrà arrivare domani entro le 15,50, come ha detto, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, a conclusione dell‘incontro durato circa 3 ore.

Difficile fare previsioni perché queste ore saranno spese dai sindacati per ottenere delle concessioni dell‘ultimo minuto. Che Cai però difficilmente dovrebbe concedere. Almeno a giudicare dalle dichiarazioni con cui il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ha aperto la riunione: “E’ stato concesso più di quanto fosse previsto, non c’è più niente da concedere, non c’è più una lira da condividere”, una dichiarazione lapidaria, malgrado l‘azionista di riferimento della cordata italiana che mira a rilevare parte di Alitalia dal commissario straordinario avesse appena detto che non avrebbe posto un aut aut.

Colaninno ha però anche chiesto esplicitamente il consenso dei sindacati, spiegando che non si sta comprando un gioiello, e senza specificare se stava richiedendo l‘unanimità. Ma, secondo una fonte vicina alla trattativa, “basta il sì di una parte significativa” dei sindacati.

Per parte sua il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha definito “importante che immediatamente e senza esitazioni tre grandi organizzazioni confederali abbiano dato il loro consenso alla società Cai”.

Dopo aver ribadito che i tempi della trattativa sono finiti, Sacconi ha detto di credere che “il consenso di Cisl, Uil e Ugl sia la premessa importante per un consenso più ampio entro domani”.

Ai piloti che da sempre rivendicano la loro specificità e proteggono le loro associazioni professionali Colaninno non ha voluto lasciare la possibilità di farsi illusioni: “Nel nostro modello aziendale i piloti sono dipendenti, non associazioni professionali”. Una franchezza talmente ruvida che non potrà non mettere in crisi e in imbarazzo l‘Anpac, la più forte organizzazione dei piloti, e l‘Up che in prospettiva vedranno ridimensionata la loro forza sindacale. L‘Anpac ha comunque chiesto di poter discutere ulteriori concessioni specifiche che difficilmente però verranno concesse, se Colaninno terrà fede alla parola.

Chi ha detto sì all‘offerta di Cai, lo ha fatto temendo la prospettiva della liquidazione. “Non è il punto d‘arrivo sperato”, ha detto il numero uno della Uil Luigi Angeletti. Anche dopo aver avuto l‘assicurazione che se lavoreranno di più, molto di più, i dipendenti potranno mantenere le loro retribuzioni. Assicurazione che tuttavia non convince tutti: “In alcuni casi per mantenere la retribuzione dovremo lavorare oltre le 1.000, ma i limiti ministeriali sono di 900”, dice Antonio Divietri dell‘Avia.

Renata Polverini, segretario generale dell‘Ugl, ha posto la questione, ancora irrisolta, dell‘alleato internazionale.

Chi ha chiesto tempo, come la Cgil, lo ha fatto per respingere l‘offerta fatta da Colaninno di premi variabili con distribuzioni dell‘utile, il 7% dell‘utile netto: 40% ai piloti, 30% al personale di volo e l‘ultimo 30% agli altri dipendenti.

Il segretario nazionale della Cgil, Fabrizio Solari, ha detto che il premio pagato con gli utili dovrebbe essere aggiuntivo al salario perché è noto che per la Cgil “il salario non può essere scambiato con la partecipazione agli utili”. Anche se nella conferenza stampa conclusiva Solari ha detto di non essere ottimista sulla possibilità di raggiungere un‘intesa.

L‘Anpav, che difende gli assistenti di volo, ha chiesto il rispetto degli attuali salari e di vedere le carte “per sapere dove andiamo e dove andremo”.

Il Sindacato dei lavoratori (Sdl) ha detto, durante la conferenza stampa con il segretario Fabrizio Tomaselli, “che non si può firmare un contratto che non si è potuto leggere” lamentando l‘assenza di documentazione. E sospettando l‘esistenza di altri documenti oltre l‘accordo quadro messo insieme dai sindacati Confederali, governo e Cai la scorsa settimana.

Divietri, in conferenza stampa, ha detto di ritenere che la Cai “stia creando le condizioni per sfilarsi da un‘operazione complessa attribuendone le responsabilità ai sindacati”. E forse c’è del vero anche se tutti conoscono la tenacia di Colaninno.

Ma una fonte vicino all‘azienda dice: “Stanno trattando come se stessimo al rinnovo di un contratto e non al tentativo di rilancio di un‘azienda decotta”.

Intanto fra stanotte e domani i sei che non si sono detti d‘accordo con la proposta di Cai probabilmente cercheranno di trovare una posizione comune in vista di un tentativo disperato dell‘ultima ora di trovare l‘intesa.

Intanto, a Fiumicino oggi sono stati cancellati 50 voli Alitalia a causa di uno sciopero di quattro ore del sindacato Cub, al quale si sono aggiunte nella stessa fascia oraria altre due agitazioni del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana).

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