16 settembre 2008 / 15:47 / 9 anni fa

Politica Bce ferma contro prezzi anche in crisi, dice Draghi

ROMA (Reuters) - Anche se la crisi finanziaria si è evoluta in forme ancora più complesse di quelle di un anno fa ed è ora tra “le più severe dei nostri tempi”, la politica monetaria della Banca centrale europea deve restare risolutamente concentrata contro il rischio di inflazione, secondo il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi.

<p>Mario Draghi. REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>

“Il rischio che un periodo prolungato di inflazione elevata possa destabilizzare le aspettative e consolidarsi nella fissazione di salari e prezzi, richiede una presa di posizione risoluta in politica monetaria”, si legge nel testo letto da Draghi a Berlino.

“Solo assicurando un ritorno alla stabilità dei prezzi in tempi ragionevoli potremmo controllare le aspettative inflazionistiche, ridurre l‘incertezza e i premi al rischio, sostenere nel lungo termine il potere finanziario e d‘acquisto, rafforzando così le prospettive per un‘attività reale e per la stabilità finanziaria”.

Per il governatore, che è anche membro del board della Bce e presidente del Financial Stability Forum, “è anche abbastanza ovvio che se l‘instabilità finanziaria corrente dovesse aggravarsi e minacciare di condurre a una situazione deflazionistica, la politica monetaria ne dovrà tenere conto”.

Come più volte detto dal tedesco Otmar Issing, ex capo economista della Bce, “non c’è un trade-off duraturo tra stabilità dei prezzi e stabilità finanziaria”, ha ricordato il governatore.

Per Draghi il precipitare della situazione di Lehman Brothers e Merrill Lynch nello scorso fine settimana mostra quanto possano essere impreviste e drammatiche le svolte negli eventi specie in un momento in cui la “crisi finanziaria si sta aggravando, le perdite sui crediti ricominciano a crescere e le previsioni sui risultati delle banche non sono buone”.

Per questo motivo il governatore suggerisce che nel caso di crisi di dimensioni rilevanti, sistemiche, “si arrivi a risposte coordinate internazionalmente”.

BENE SEPARAZIONE BCE TRA IMMISSIONE LIQUIDITA’ E TASSI

Draghi ha difeso la politica seguita dalla Bce fin dall‘inizio della crisi perchè ha saputo separare la politica di immissione di liquidità e la gestione della politica monetaria.

Tuttavia, la crisi degli ultimi 12 mesi impone di chiedersi “se la politica monetaria possa o debba essere più proattiva e andare controcorrente più del dovuto anche in periodi di crescenti squilibri finanziari, pur in assenza di minacce immediate alla stabilità dei prezzi”.

Dopo aver precisato che si tratta di una questione aperta sulla quale le opinioni divergono, Draghi ha osservato che “nel continuare a concentrarsi sull‘obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi, la politica monetaria dovrebbe nel contempo puntare a una più ampia simmetria nell‘ambito del ciclo” e “non può permettersi di trascurare le variazioni e le innovazioni che interessano la struttura del sistema finanziario”.

Fondamentale anche una maggiore cooperazione e condivisione delle informazioni tra le autorità sia al livello nazionale sia a quello internazionale.

Inoltre una maggiore trasparenza e una più elevata qualità delle informazioni rese pubbliche da parte del settore privato sono necessari per valutare in modo completo le condizioni del sistema finanziario e per formulare un‘efficacia politica monetaria.

Senza una ‘disclosure’ piena, infatti, gli investitori non vorranno investire in alcuni istituti.

In ogni caso “la situazione delle banche nell‘area dell‘euro è molto migliore finora di quella cui si assiste negli Stati Uniti e in altre giurisdizioni” e nella zona euro “non c’è stato alcun segnale che si stia avendo un ‘credit crunch’ analogo a quello che sta avendo luogo negli Usa”.

Draghi ha ribadito le preoccupazione espresse nell‘Ecofin dello scorso fine settimana a Nizza quando ha previsto che al sistema servano altri 350 miliardi di dollari e che le banche, i cui profitti sono in calo per l‘aumento delle perdite, possano avere difficoltà a raccogliere risorse fresche.

Come a Nizza il governatore ha anche confermato che “l‘importo complessivo del capitale è, in scenari ragionevoli, grande abbastanza da evitare che il sistema nel suo insieme precipiti al di sotto delle soglie regolamentari”, anche se “la distribuzione di tale capitale ha ovviamente il suo peso”..

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below