12 settembre 2008 / 08:13 / tra 9 anni

Italia, calo produzione luglio aumenta rischi recessione

MILANO (Reuters) - La produzione industriale italiana ha registrato in luglio una contrazione superiore alle attese, spingendo gli economisti a vedere concrete possibilità di recessione tecnica per l‘economia.

<p>Immagine d'archivio di operai al lavoro in una azienda italiana. REUTERS/Robin Pomeroy (ITALY)</p>

A luglio, la variazione mensile dell‘output industriale è stata negativa per l‘1,1% a fronte di una stima mediana per un calo limitato allo 0,5%, mentre quella su anno si è attestata a -3,2% contro attese per -2,5%.

“Nel terzo trimestre ci aspettiamo una contrazione sia della produzione industriale sia del prodotto interno lordo, che farà cadere l‘Italia in recessione tecnica” dice Susana Garcia di Deutsche Bank.

Malgrado luglio sia un mese dalla riconosciuta volatilità, le statistiche di questo mese non fanno che confermare un trend negativo, spingendo gli economisti a ridimensionare le proprie attese sul Pil del terzo trimestre.

“Le statistiche sono peggiori delle attese, tanto più che il dato congiunturale di giugno è stato rivisto al ribasso. Si tratta insomma di un ingresso nel terzo trimestre molto più debole del previsto” dice Marco Valli di Unicredit Mib.

Il dato di giugno è stato rivisto, in calo a -0,2% da +0,1%, per la variazione congiunturale, e in lievissimo rialzo a -1,7% da -1,8% per quello tendenziale. Corretta al ribasso anche la variazione dell‘output per maggio.

CALO GENERALIZZATO MA ACCENTUATO NEI BENI DI CONSUMO

Dallo spaccato emerge un calo generalizzato dell‘output dei vari capitoli, ma con particolare intensità per i beni di consumo. “Un segnale coerente con il trend di una contrazione dei consumi” secondo Valli.

La marcata contrazione del capitolo ‘beni finali di consumo’, -2,7% su mese, riflette la fiacchezza della domanda.

“La produzione dei beni di consumo è diminuita in modo molto significativo, confermando la debolezza della domanda interna italiana” dice Garcia.

“La debolezza è diffusa tra i settori, ma più accentuata nei beni di consumi, in particolare le auto. Questo è il risultato di un generale pessimismo per il futuro in Italia e dell‘aumento dei prezzi del petrolio” dice Luigi Speranza di Bnp Paribas.

La voce ‘mezzi di trasporto’ ha visto in luglio una contrazione del 2,9%.

VOLATILITÀ MESI ESTIVI E POSSIBILE RECESSIONE TECNICA

Nonostante la volatilità dei mesi estivi, il dato di luglio spinge gli analisti a riconoscere una tendenza di fondo negativa e a non attendersi belle sorprese per il Pil del terzo trimestre.

“I dati estivi sulla produzione industriale possono essere alquanto volatili, ma questo conferma che il trend sottostante è estremamente debole e ci aspettiamo che si mantenga così almeno per il terzo trimestre” dice Garcia.

Solo un sorprendente rimbalzo in agosto potrebbe lasciare intravvedere qualche improbabile prospettiva di miglioramento.

“Non c’è alcuna prospettiva di miglioramento a meno che non ci sia un forte rimbalzo ad agosto, ma le probabilità sono molto basse. Comunque, anche se ciò accadesse, il punto di partenza sarebbe troppo basso e quindi la ripresa difficile” dice Lavinia Santovetti di Lehman Brothers. “Le nostre previsioni sono di un calo anche nel Pil, per la fine dell‘anno abbiamo previsto una crescita pari a zero, ma siamo intenzionati a rivederla al ribasso”.

Analogo il ragionamento di Unicredit Mib. “Questi dati sono più coerenti con una crescita negativa del Pil del terzo trimestre che con le nostre attuali stime di crescita zero. Se agosto non registrerà un rimbalzo significativo, dovremo rivedere le nostre attese in negativo, visto che in queste condizioni un terzo trimestre con crescita zero appare ottimistico. Al momento, data la specificità di questi mesi estivi, preferiamo aspettare” dice Valli.

Più ottimista, ma solo relativamente ad agosto, è l‘economista di Bnp che comunque parla di recessione tecnica. “Assumiamo un rimbalzo significativo ad agosto ed una nuova correzione a settembre - cioè volatilità nei mesi successivi a giugno - per chiudere il trimestre con una produzione industriale negativa. Questo è coerente con la previsione di un Pil negativo nel terzo trimestre, il che significa che l‘Italia sarà in recessione tecnica” dice Speranza.

Anche nelle stime dell‘Isae c’è un momentaneo rimbalzo ad agosto e nuove flessioni in settembre e ottobre. Secondo l‘istituto di ricerca il mese scorso dovrebbe aver segnato un rimbalzo dell‘indice di 2,7% su base congiunturale.

Isae stima “un nuovo deterioramento congiunturale dei ritmi produttivi in settembre (-1,6%) e ottobre (-0,4%)”.

“Tenuto conto del dato Istat di luglio e delle previsioni Isae per agosto e settembre, nel terzo trimestre l‘attività manifatturiera mostrerebbe una stabilizzazione (+0,0%) dopo la tendenza negativa del periodo precedente” dice ancora il comunicato.

PRODUZIONE ZONA EURO

Ha deluso i mercati anche la produzione industriale della zona euro, pubblicata alle 11 di stamane. Il dato di luglio ha mostrato un calo dello 0,3% su mese, mentre su base tendenziale ha registrato una contrazione dell‘1,7%.

I dati diffusi da Eurostat sono inferiori alle previsioni degli economisti interpellati da Reuters, la cui mediana indicava -0,2% su mese e -0,7% su anno.

Anche in questo caso il dato di giugno è stato rivisto al ribasso: -0,2% su mese dalla precedente lettura di invariato, mentre il tendenziale è passato a -0,8% da -0,5%.

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