1 agosto 2008 / 06:19 / tra 9 anni

Italia, inflazione luglio +4,1%, massimo da 12 anni

MILANO (Reuters) - Prosegue senza sosta la corsa dell‘inflazione italiana, che in luglio raggiunge i massimi da giugno 1996, spinta ancora una volta dai rincari delle derrate alimentari e dell‘energia.

<p>Prodotti in esposizione in un negozio di Roma. REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>

Le cifre molto forti, tuttavia, non destano particolari sorprese, con gli economisti che si aspettavano una variazione di tale entità, soprattutto tenendo conto del ruolo decisivo giocato dalla voce abitazioni, sui cui ha influito l‘aggiornamento delle bollette di luce e gas da luglio.

“Il dato è sostanzialmente in linea con le attese, con la componente energetica che effettivamente è quella che ha dato la maggiore spinta all‘inflazione”, osserva Marco Valli di Unicredit Mib.

L‘indice relativo ai prezzi al consumo (Nic) di luglio è salito dello 0,5% su base congiunturale, proiettando il tendenziale annuo al 4,1%, sopra le stime degli economisti. In giugno il tendenziale annuo era risultato del 3,8%.

Il dato si confronta con il 4,0% atteso in media dai 15 economisti interpellati da Reuters.

L‘indice Ipca tendenziale si è assestato al 4,1%, a fronte di attese per un rialzo al 4,2% dal 4,0% del mese precedente.

SORPRENDE RIALZO BEVANDE/TABACCHI

Guardando alle singole componenti, sul capitolo abitazione (+1,5) si fanno sentire le conseguenze dell‘impatto del rialzo tariffario di elettricità (+4,3%) e gas (+4,7%) sulla scia dei rincari petroliferi.

“L‘aumento dei due decimi del tendenziale annuo a luglio è da attribuire quasi del tutto all‘aumento delle tariffe”, spiega Marco Valli.

Analizzata sotto la lente degli economisti, l‘accelerazione della voce trasporti è riconducibile al rincaro dei prezzi dei carburanti, mentre sulla voce alberghi si sono fatti sentire gli effetti della stagione estiva.

“La voce energia è la determinante che fa aumentare dello 0,9 i trasporti”, dice Giovanna Barbera di Ref.

L‘altro versante su cui si riscontrano aumenti superiori alla media stagionale è quello degli alimentari (+0,2 su mese), che tende a rispecchiare i rincari in particolare del frumento, osserva Barbera.

Difficilmente spiegabile, invece, il balzo imprevisto del 2% del capitolo bevande/tabacchi, unica sorpresa tra le componenti del paniere.

“Sono tutte in linea con quanto mi aspettavo, salvo quella relativa ai tabacchi, che è quella che ha provocato l‘aumento del tendenziale oltre le attese”, dice Carmela Pace di Mps Finance Capital Services.

Meno cupo il quadro dipinto dagli economisti per il periodo successivo a settembre, con il recente calo delle quotazioni del petrolio che diffonde un cauto ottimismo.

“Per il futuro se si conferma l‘attuale deprezzamento del petrolio e l‘attesa stabilizzazione del settore alimentare, vedrei questo dato di luglio come un picco per l‘inflazione, a cui potrebbe seguire una stabilizzazione o anche una decelarazione del tendenziale”, argomenta Valli.

INFLAZIONE EURO RECORD, MA RIALZO TASSI NON SCONTATO

Altrettanto teso appare il contesto europeo allo stato attuale, dove le pressioni inflative sono state probabilmente salite su livelli record in luglio. Tuttavia, anche per i 15 gli economisti si attendono un rallentamento della corsa dei prezzi al consumo per la fine dell‘anno.

“Vediamo l‘inflazione di luglio, che probabilmente è salita al 4,1%, come un picco. I prezzi attuali del petrolio suggeriscono che si manterrà sotto il 3,5% per la fine dell‘anno”, dice Holger Schmieding, economista di Bank of America.

Basandosi sulle ultime dichiarazioni di alcuni membri del board della Bce, l‘istituto di Francoforte si attende che l‘inflazione non scenda molto al di sotto del 4% prima del prossimo autunno.

In mattinata la stima flash della zona euro ha mostrato un balzo record del tendenziale in luglio (4,1%, come da previsioni). Saliti dal 4,0% di giugno, i prezzi al consumo nell‘area euro si allontanano così ulteriormente dal tetto fissato dalla Banca centrale europea del 2%.

Nell‘ennesimo segnale delle difficoltà dell‘economia dell‘euro zona, il tasso di disoccupazione ha evidenziato a luglio una crescita inaspettata.

Le previsioni poco rosee circa lo stato di salute dell‘economia, stretta nella morsa di una serie di fattori, tra cui il peso della forza dell‘euro, gli alti prezzi di energia e alimentari e la crisi del credito, potrebbero essere sufficienti a scongiurare una stretta monetaria entro la fine dell‘anno.

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