10 settembre 2008 / 09:17 / tra 9 anni

Italia, Ue vede Pil 2008 in frenata a +0,1%, inflazione a +3,7%

MILANO (Reuters) - Decisa per quanto non imprevista correzione al ribasso nelle attese della Commissione europea per la crescita dell‘economia italiana in corso d‘anno.

Esattamente come ha fatto soltanto la settimana scorsa l‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Bruxelles ha portato la proiezione sulla crescita 2008 a 0,1% rispetto allo 0,5% - attuale stima dell‘esecutivo - delle stime di primavera di fine aprile.

Con le ‘interim forecast’ - che si limitano a prevedere la dinamica di Pil e inflazione per l‘anno in corso di Uem e Ue insieme ai pesi massimi Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Gran Bretagna e Polonia - Bruxelles aggiorna invece al rialzo la previsione per la madia dei prezzi al consumo italiani, portandola a 3,7% dal 3,0% di aprile.

Ampiamente previsto, il peggioramento delle stime di crescita parallelo al deterioramento di quelle di inflazione è comunque generalizzato, con la singola eccezione della Germania.

Il brevissimo capitoletto dedicato all‘Italia nell‘ultimo documento Ue porta comunque il titolo esaustivo di ‘Crescita economica a un punto di stallo’.

Dopo il deludente risultato del secondo trimestre, per i tre mesi al 30 settembre prossimo la Commissione vede una crescita nulla in termini congiunturali ma negativa a livello tendenziale, seguita da una marginale ripresa nel quarto trimestre.

“Si tratta di una revisione negativa della previsione già debole delle stime di primavera e questo implica nessun impulso alla crescita per il 2009” scrive la Commissione.

“La stagnazione dell‘economia riflette principalmente l‘evoluzione della domanda interna. [...] Le prospettive per i prossimi mesi restano sfavorevoli sullo sfondo di un deterioramento dell‘attività e di un rallentamento della domanda globale: riacquistare competitività resta una sfida”.

STIME PIL CALANO, INFLAZIONE SALGONO IN MOLTI PAESI

A fronte dello 0,4% dell‘Italia che vale anche per zona euro e Olanda - passate rispettivamente da 1,7% a 1,3% e da 2,6% a 2,2% - la sforbiciata delle stime Ue raggiunge lo 0,6% per Francia e Unione a 27 e addirittura lo 0,8% per la Spagna, mentre ferma è l‘attesa sulla Germania a addirittura di un decimo migliore quella sulla Polonia.

Identico discorso in materia di inflazione: il +0,7% rispetto alle stime di primavera riguarda Italia e Spagna, ma si arriva al +1,0% per la Gran Bretagna mentre il campione resta la Germania con un modesto +0,1%.

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