29 luglio 2008 / 06:28 / tra 9 anni

Greggio, vendite hedge dietro caduta, fondi comprano oro

di Jeremy Gaunt

LONDRA (Reuters) - La caduta dei prezzi del petrolio nelle ultime settimane ha visto gli hedge fund giocare un ruolo di primo piano.

I fondi, infatti, hanno ritenuto che il greggio fosse troppo caro, soprattutto se paragonato all‘oro.

Se è vero che gran parte della flessione è stata determinata dalla previsione che la domanda calerà come conseguenza del rallentamento delle economie trainanti, gli esperti di hedge fund sottolineano che ci sono anche ragioni non fondamentali alla radice del movimento.

La corsa dell‘oro nero, con il greggio leggero Usa che ha guadagnato il 53% da inizio anno, non si è accompagnata a un balzo paragonabile dell‘oro, che ha limitato la crescita al 18%.

“C’è un rapporto di lungo termine fra oro e petrolio”, sottolinea Will Bartleet, gestore del fondo Absolute Returns Service di Hsbc.

Un aspetto della correlazione è che il prezzo del barile di greggio viene considerato in equilibrio con il dollaro quando il rapporto fra i due è di dieci barili per ogni oncia.

A fine 2007, il rapporto fra greggio e oro si attestava a 8,7, mentre a inizio luglio era sceso a 5,9.

Gli hedge fund hanno notato questo squilibrio e hanno deciso che era giunto il momento di liquidare le posizioni long che avevano sul petrolio da diverso tempo.

HEDGE VANNO SHORT SUL GREGGIO

Secondo la commissione che analizza il trading di futures sulle materie prime, nella settimana borsistica che si è chiusa il 22 luglio gli hedge hanno adottato posizioni short sul greggio per la prima volta dal febbraio 2007.

Il trend è evidenziato anche da un‘analisi di Société Générale da cui emerge che gli hedge hanno abbandonato le posizioni di compratori sul petrolio alla fine di giugno e stanno adottando posizioni neutrali o di venditori netti.

Dalla stessa analisi di SG si nota che gli hedge stanno comprando a piene mani oro, tornando ai livelli di maggio e non lontani dai picchi che si sono visti nei dodici mesi chiusi con il rally di marzo.

Dal massimo di 147 dollari toccato l‘11 luglio, il greggio è arretrato del 17%, mentre l‘oro è sceso del 6,5% circa. Il rapporto fra le due commodities si è riportato a 7,5.

A parte questa tematica speculativa, gli esperti spiegano la discesa dell‘oro nero soprattutto con ragioni fondamentali. In una nota, Investec Asset Management scrive che “la solidità del settore e della domanda di petrolio è in dubbio per via dei maggiori prezzi di produzione e dell‘indebolimento della crescita economica a livello mondiale”.

Altro fattore che motiva la flessione dei prezzi è l‘andamento del dollaro, che tradizionalmente ha una relazione inversa con il greggio. Il rafforzamento del biglietto verde, dunque, si è tradotto in un indebolimento del petrolio.

Resta il fatto che, tornando alle dinamiche guardate dagli hedge, per arrivare al rapporto di equilibrio di 10 a 1 fra greggio e oro, il primo dovrebbe scendere a 92 dollari il barile, rispetto agli attuali 124 dollari circa, oppure l‘oro dovrebbe balzare a 1.230 dollari l‘oncia, contro gli attuali 928 dollari circa.

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