11 agosto 2008 / 06:28 / 9 anni fa

Alitalia, denuncia Codacons per danni a contribuenti

ROMA (Reuters) - Il Codacons ha presentato una denuncia alla procura di Roma in cui chiede di verificare l‘ipotesi di reato di malversazione ai danni dello Stato e bancarotta fraudolenta sulla vicenda Alitalia.

Lo riferisce l‘avvocato e vice presidente dell‘associazione Gianluca D‘Ascenzo.

“L‘ipotesi che noi abbiamo prospettato è la malversazione ai danni dello Stato partendo dal presupposto che Alitalia ha ricevuto diverse sovvenzioni, tra cui l‘ultimo prestito da 300 milioni che porterà a una sanzione della Commissione europea”, spiega l‘avvocato.

Nella denuncia depositata in procura il Codacons sostiene infatti che Alitalia “è costata ai contribuenti circa 5 miliardi e 187 milioni di euro; ha chiuso il suo diciannovesimo bilancio in passivo; il titolo azionario nel 2001 valeva 8,5 euro, oggi vale 0,4 euro”.

“La compagnia di bandiera, poi, continua a occupare importanti nazionali e internazionali, impedendo l‘ingresso di altre compagnie più competitive anche straniere che potrebbero offrire prezzi più bassi per gli utenti”, dice l‘esposto.

“È evidente, quindi, il grave danno subito dai consumatori e dagli azionisti a causa di tale dissesto”., si legge nella denuncia.

E infatti l‘esposto dice che, “alla luce delle risultanze dei bilanci di esercizio, appare quindi evidente che tali finanziamenti pubblici non soltanto non sono serviti a risanare il bilancio della compagnia, ma sembrerebbe che non siano stati utilizzati per le finalità cui sono stati stanziati e preordinati”.

Il Codacons ha poi “chiesto in subordine alla procura di acquisire i bilanci della società e valutare i presupposti di bancarotta fraudolenta”, continua D‘Ascenzo.

Secondo l‘associazione “è evidente che l‘Alitalia si sta dirigendo verso il fallimento con conseguente responsabilità penale degli organi di vertice”.

L‘esposto denuncia fa riferimento a questo punto alla legge fallimentare, che “prevede l‘obbligatorietà di ricorrere ad una delle procedure concorsuali non appena ci si rende conto della irreversibilità della crisi aziendale. Da tale momento l‘imprenditore deve tenere un comportamento inteso a non aggravare il dissesto e a non pregiudicare gli interessi dei creditori”.

“Se, come nel caso di specie, vi è ritardo nel ricorso alla procedura e ciò ha aggravato il dissesto, l‘imprenditore commette il reato di bancarotta fraudolenta”, scrive il Codacons nell‘esposto.

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