9 agosto 2008 / 07:59 / tra 9 anni

Italia, Pil 2° trimestre a -0,3%, rischio crescita zero per 2008

di Irene Chiappisi e Giuseppe Fonte

<p>Addetti al lavoro nello stabilimento di un'impresa agroalimentare della Campania. La foto &egrave; del marzo scorso. REUTERS/Stefano Renna/Agnfoto</p>

MILANO/ROMA (Reuters) - Il dato del Pil italiano relativo al secondo trimestre, risultato peggiore delle attese, determina per la maggior parte degli economisti una revisione al ribasso delle stime sull‘anno che, secondo molti, vedrà una crescita del Pil vicina o pari a zero.

“Non vedo come l‘Italia possa crescere quest‘anno”, dice Luigi Speranza di Bnp Paribas, che per il 2008 stima una crescita negativa per lo 0,1%.

Il Pil italiano nel secondo trimestre ha registrato, secondo i dati forniti stamane dall‘Istat, una contrazione congiunturale dello 0,3% a fronte di attese per una variazione nulla e di un dato del primo trimestre in rialzo dello 0,5%.

Peggiore delle attese anche il dato tendenziale, con uno zero contro le stime per un rialzo dello 0,3%. Nel primo trimestre il Pil aveva registrato un rialzo dello 0,3%. Il dato tendenziale segna il minimo dal terzo trimestre del 2003, quando la variazione del Pil si era attestata a -0,1%.

Il risultato congiunturale, spiega Istat, è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell‘industria, di una sostanziale stazionarietà dei servizi e di un aumento dell‘agricoltura.

POCO SPAZIO PER STIME GOVERNO, RISCHIO RECESSIONE

Commentando i dati Confindustria paventa il rischio di una recessione tecnica poiché l‘Italia potrebbe registrare una contrazione dell‘attività economica anche nel terzo trimestre.

Per Confcommercio si concretizzano i timori di una stagnazione “o, addirittura, di una riduzione complessiva per il 2008”.

La Cgil parla di fase di stagflazione e ritiene necessaria una mobilitazione unitaria del sindacato per difendere il potere d‘acquisto di famiglie e lavoratori.

Le cifre comportano quindi un innegabile rischio per le previsioni di crescita per l‘anno in corso del governo, che fino a mercoledì scorso confermava un incremento dello 0,5%.

“Non credo siano molto verosimili queste cifre. Già mi sembra molto difficile che si realizzi una qualunque crescita” dice ancora Speranza.

Secondo i calcoli comunicati da Istat lo scorso luglio lo 0,5% sarebbe stato raggiunto con un incremento congiunturale medio dello 0,1% negli ultimi tre trimestri. Al momento il Pil acquisito per il 2008, ovvero la crescita media annua che si avrebbe nel caso di un incremento congiunturale nullo nei restanti trimestri dell‘anno, è dello 0,1%.

“È chiaro che questo è un momento di grande debolezza, come indicato dalle ‘survey’, coerenti con una crescita piatta nella migliore delle ipotesi” dice Chiara Corsa di Unicredit Mib.

“L‘outlook è quindi generalmente negativo, vediamo un secondo semestre piatto ma a questo punto i rischi sono al ribasso anche perché gli indicatori di luglio continuano a segnalare debolezza e non ci sono miglioramenti in vista”.

Unicredit ha rivisto le sue stime sull‘anno a 0,2%.

“Questo dato negativo apre le porte ad una situazione di recessione tecnica” dice Paolo Pizzoli di Ing. “Se il dato fosse stato negativo dello 0,1% la mia previsione per il 2008 sarebbe stata dello 0,2% ma a questo punto è sicuramente peggiore e non vedo aperture per una ripresa a breve tempo”.

Incline a stimare una recessione tecnica, con un terzo trimestre negativo, anche Lavinia Santovetti di Lehman Brothers.

“A questo punto si potrà senz‘altro parlare di recessione, per lo meno secondo la definizione tecnica di due trimestri consecutivi di contrazione del prodotto interno lordo. Per il terzo trimestre abbiamo infatti un‘attesa di una caduta di 0,1% dell‘attività economica, mentre inserendo la stima Istat di oggi nel modello statistico per la media d‘anno il risultato è di un davvero modesto 0,1%, a rischio concreto di crescita zero”.

DEBOLEZZA EUROPA ENFATIZZATA IN ITALIA

Il contesto di debolezza generalizzata nella zona euro si aggrava quando si considera il caso Italia nella sua specificità.

“La fiacchezza italiana è coerente con una debolezza europea, ma l‘Italia risente di più di problemi strutturali, di rigidità, di una maggiore sensibilità all‘euro forte per la natura delle esportazioni”, dice Speranza. “Questi aspetti strutturali comunque enfatizzano gli effetti di uno shock comune che l‘Europa sta subendo”.

Le stime di Bnp per la zona euro sono di un trimestre negativo per lo 0,3% ma di un anno positivo per l‘1,2%.

“Variabile chiave per l‘attività economica Uem resta comunque la Germania, con un risultato che sappiamo sarà negativo ma contrassegnato da elevata volatilità” dice Giovanni Zanni, di Credit Suisse.

Che le cifre di oggi diano un segnale dell‘andamento dell‘intera zona euro è un‘ipotesi che appare probabile anche a Susana Garcia di Deutsche Bank, secondo cui il dato italiano “in qualche modo definisce il tono per il resto della zona euro, rendendo probabile che avremo una contrazione nell‘intera area”.

Il dato europeo sul secondo trimestre è atteso il 14 agosto (stime Reuters -0,2% su trimestre, +1,5% su anno), il dato finale italiano il 10 settembre.

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