7 agosto 2008 / 14:55 / 9 anni fa

Bce conferma tassi, teme per crescita e resta priva di 'bias'

FRANCOFORTE (Reuters) - La Banca centrale europea, optando per una conferma, ampiamente scontata, del costo del denaro nei quindici paesi euro, si attiene perfettamente alle aspettative di analisti e investitori.

Sono invece i toni più morbidi delle attese del presidente Bce di fronte alla stampa a cogliere per lo meno in parte impreparati i mercati finanziari, che salutano l‘inflessione pessimistica sulla crescita e l‘assicurazione che l‘Eurotower non ha alcun ‘bias’ di politica monetaria come il segnale che rispetto all‘attuale 4,25% i tassi non verranno corretti al rialzo almeno sino a fine anno.

Per il presidente Jean-Claude Trichet hanno infatti iniziato a concretizzarsi i temuti “rischi al ribasso” per l‘attività economica Uem; la banca centrale non si impegna mai a priori sulle prossime mosse di politica monetaria e resta concentrata sul tradizionale obiettivo chiave della salvaguardia della stabilità dei prezzi.

Il mercato sembra però intenzionato a dare maggiore rilevanza ai timori sulla crescita, arrivando secondo i valori espressi dai derivati a escludere di fatto un nuovo rialzo fino all‘anno prossimo.

“E’ da mesi che rileviamo rischi al ribasso e posso dire che le informazioni di cui disponiamo indicano molto chiaramente il concretizzarsi di simili rischi” spiega Trichet ai giornalisti nella conferenza stampa che tradizionalmente segue il verdetto sui tassi.

DOPO PAROLE TRICHET RIALZO BOND, RIBASSO FUTURES TASSI

Non si fa attendere la risposta dei mercati finanziari, che si traduce in una marcata accelerazione dell‘obbligazionario - oltre a mezzo punto percentuale la risalita del futures Bund a settembre - grazie allo sfumare delle prospettive di un aumento del costo del denaro.

Sensibile rialzo anche per i derivati Euribor, con guadagni che a metà pomeriggio vanno dal +0,025 del futures a settembre al +0,075 di dicembre per passare al +0,115 di marzo e +0,14 di giugno 2009, mentre i contratti Eonia arrivano a escludere la possibilità di rialzo fino a fine anno.

Si muove invece naturalmente al ribasso il cambio contro dollaro, in calo di oltre 0,3% in area 1,5360/70 rispetto a valori intorno a 1,5490 prima dell‘intervento di Trichet.

“I mercati mostrano finora un‘interpertazione ‘ribassista’ delle parole di Trichet, come dicono l‘irripidimento della curva e il livello dell‘euro/dollaro” dice una nota UniCredit Mib a cura dell‘economista capo per la zona euro Aurelio Maccario.

“[...] Restiamo del parere che un rialzo dei tassi sia per quest‘anno estremamente improbabile ma non crediamo che l‘orientamento possa trasformarsi in espansivo prima del primo semestre del 2009. E’ principalmente per evitare che la curva dei tassi arrivi a prezzare un taglio che Trichet ripete di non avere ‘bias’ e crediamo che un ciclo ribassista non possa iniziare prima della metà dell‘anno prossimo” conclude.

Nelle parole del banchiere centrale non può però certamente mancare il riferimento al timore inflazione, anche alla luce della prima stima di luglio che parla di un tasso annuo a 4,1%, oltre il doppio del livello di tolleranza Bce.

“Abbiamo un unico obiettivo chiave e raccogliamo tutte le informazioni necessarie a identificare i rischi di inflazione per i mesi e gli anni a venire” ribadisce Trichet.

Quanto invece alle prossime mosse sui tassi “non abbiamo alcun orientamento”, garantisce utilizzando la formula scelta anche a inizio luglio dopo la scontata stretta.

Per il presidente Bce i fondamentali economici della zona euro “restano solidi” ma le più recenti statistiche macro offrono un quadro poco rassicurante.

Che l‘attività economica dei quindici paesi Uem toccasse “un punto di minimo” nel secondo e nel terzo trimestre dell‘anno dopo il brillante esordio 2008, rassicura Trichet, era ampiamente scontato nello scenario Bce.

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