24 luglio 2008 / 07:37 / 9 anni fa

Italia, segnali recessione da fiducia imprese luglio

di Irene Chiappisi

<p>ITALY-CAMPARI/ REUTERS/Gianni Pucci/Campari/Handout</p>

MILANO/ROMA (Reuters) - La fiducia delle imprese italiane ha proseguito il suo calo in luglio, crollando al minimo dall‘ottobre del 2001.

Secondo le cifre riportate dall‘Isae l‘indice è sceso a 83,5 da 86,7 di giugno, lettura rivista rispetto a 87,1 indicato precedentemente.

Il dato è risultato ben inferiore alle stime raccolte da Reuters che vedevano un livello di 86,5 e, secondo gli economisti, prelude a una possibile recessione economica.

“Il dato è veramente brutto. Siamo a livelli che in passato venivano considerati segnale di recessione, non solo per la produzione industriale, ma anche per il Pil” dice Marco Valli di Unicredit Mib.

SEGNALE NEGATIVO DA ACCUMULO SCORTE

A luglio “gli imprenditori italiani sono più pessimisti circa lo stato attuale della domanda e le prospettive future della produzione; continuano anche ad accumularsi le scorte di magazzino”, si legge nella nota Isae.

Anche dalle componenti emergono quindi segnali particolarmente scoraggianti e all‘accumulo delle scorte si somma il calo dei nuovi ordini.

“Il quadro è davvero scoraggiante, anche perché dallo spaccato emerge un rialzo delle scorte e un calo degli ordini, questo indica che dovremo aspettarci dati negativi per la produzione futura” dice Valli.

“Nel dettaglio c’è poco di positivo: calano gli ordini, le scorte vengono accumulate, ci sono previsioni di un aumento dei prezzi input. È una survey negativa”, secondo Luigi Speranza di Bnp Paribas.

Ieri la fiducia dei consumatori aveva segnato una flessione ai minimi da novembre 1993, registrando per luglio il livello di 95,8 da 99,9 di giugno. La previsione era di un consolidamento a 99,1.

COERENZA CONTESTO EUROPEO

La fiacchezza della fiducia italiana trova eco in altri paesi europei. L‘indice Ifo sul clima economico tedesco ha infatti segnato un nuovo rallentamento a luglio, risultando sensibilmente inferiore alle previsioni degli economisti. L‘indice è sceso a 97,5 da 101,3 del mese precedente, dato rivisto rispetto alla precedente lettura di 101,2 e a fronte di stime per un indice a 100.

Le ultime letture, secondo l‘istituto tedesco, suggeriscono che il trend rialzista dell‘economia tedesca potrebbe essere terminato, visto che le esportazioni non si stanno espandendo come ipotizzato precedentemente.

“Le componenti mostrano un calo sia per la domanda che per l‘offerta, negativo in particolare il calo nel settore dei beni di investimento. Ma è una cosa che accomuna l‘Italia agli altri paesi europei, scendono tutti insieme” dice Susana Garcia di Deutsche Bank.

“Non mi sorprende tanto il dato negativo, ero più sorpresa dall‘ottimismo che è stata una particolarità tutta italiana nei mesi scorsi, dopo le elezioni. Ora il paese sembra guardare fuori dalla sua ‘torre d‘avorio’ e il dato è più coerente con quello degli altri paesi europei. D‘altra parte non mancano le ragioni per essere depressi” dice ancora l‘economista.

RISCHI A RIBASSO PER PIL

Gli analisti vedono quindi rischi al ribasso per il Pil dei prossimi trimestri, con una crescita modesta se non negativa.

“L‘outlook a breve sembra annunciare brutti dati di produzione. Per il Pil ci aspettiamo una crescita zero per il secondo trimestre e i rischi sono al ribasso anche per la seconda metà dell‘anno” dice Valli.

“Noi ci aspettiamo una variazione congiunturale negativa del Pil italiano sia nel secondo, che nel terzo trimestre e un andamento piatto dell‘economia in tutto il 2008” dice invece Speranza.

Più attendiste le valutazioni di Deutsche Bank.

“A questo punto è possibile rivedere al ribasso le stime sulla crescita, anche se aspetterei perché il settore servizi e il retail a volte hanno fatto meglio della manifattura. Possiamo dire che esiste un rischio al ribasso, il Pil del secondo trimestre potrebbe mostrare una crescita piatta dal +0,1% che stimo attualmente e per l‘anno potrei rivedere a +0,4% da +0,5%. Ma aspetto altri dati” dice infatti Garcia.

Istat pubblicherà la stima preliminare per il Pil italiano il prossimo 8 agosto, mentre il dato finale arriverà il 10 settembre. Nel primo trimestre l‘economia italiana ha segnato un progresso di 0,5% sul trimestre e di 0,3% su base annua.

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