4 settembre 2008 / 14:33 / 9 anni fa

Alitalia, una settimana per accordo, 3.250 esuberi

ROMA (Reuters) - L‘accordo con i sindacati sugli esuberi di Alitalia deve essere raggiunto entro giovedì prossimo. Parola del commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, sostenuto dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale la deadline “non è negoziabile”. Gli esuberi, aggiunge il ministro, saranno 3.250 e nella compagnia resteranno 14.250 dipendenti (dei quali però 2.750 andranno in outsourcing).

<p>Augusto Fantozzi in un'immagine d'archivio. REUTERS/Andy Mettler</p>

Tali cifre si basano su una stima di dipendenti Alitalia ed Airone di 17.500. Secondo gli ultimi dati di bilancio di Alitalia ed Airone però il numero totale dei dipendenti sarebbe intorno a 21.000.

La nuova Alitalia, secondo l‘amministratore unico di Cai Rocco Sabelli, non avrà nel proprio perimetro il cargo e la manutenzione mentre resta da valutare il destino dei settori informatica, call center e servizi amministrativi. La flotta sarà di circa 140 aerei nel 2009 e 158 nel 2013. Sacconi rassicura comunque che “c’è molto interesse per l‘attività cargo” e che quindi non terminerà la sua attività.

Sono questi gli elementi principali emersi nell‘incontro di oggi al ministero del Lavoro fra sindacati di Alitalia, governo, azienda e Cai - cordata italiana che punta a rilevare parte della ex compagnia di bandiera al 49% del Tesoro.

Attualmente i servizi sono al 49% in mano a società esterne: Eds per l‘informatica, Accenture per l‘amministrazione e il gruppo Tripi per il call center.

Fiducioso sull‘esito della trattativa si è mostrato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale Cai, la cordata italiana interessata ad acquisire asset di Alitalia si presenta solida.

Il sindacalista chiede però al governo che sia introdotta una clausola che impedisca a eventuali partner stranieri, pur necessari, di scalare la nuova Alitalia.

Oltre ai 9 sindacati di categoria di Alitalia e a Bonanni, alla riunione hanno partecipato anche i leader della Uil, Luigi Angeletti. Assente il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che stamani aveva detto che le premesse dell‘incontro con il governo non erano buone “per il semplice fatto che Alitalia è tecnicamente fallita”.

Il segretario confederale di Corso D‘Italia, Fabrizio Solari, non appare così pessimista al termine della riunione e dice: “Ci hanno garantito che nessuno sarà lasciato per strada anche se non è stato preso nessun impegno. C’è una razionalità nel piano”.

Il segretario dell‘Anpac Fabio Berti ha invece sottolineato la criticità “forte nell‘indebolimento sul lungo raggio e il cargo”.

Per il governo erano presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e i ministri delle Infrastrutture Altero Matteoli, del Lavoro Sacconi e dello Sviluppo economico Claudio Scajola.

I TARGET DEL PIANO INDUSTRIALE DELLA CAI

La Cai (Compagnia aerea italiana) era rappresentata dal presidente Roberto Colaninno e da Sabelli. Quest‘ultimo avrebbe indicato per la nuova Alitalia un target di fatturato di 4,8 miliardi senza specificare a quale esercizio si riferisca l‘obbiettivo.

Sabelli avrebbe anche detto che la quota di mercato della nuova compagnia passerà dal 30 al 55%, che ci saranno 14 nuove destinazioni sul mercato domestico e 16 su quello intercontinentale. Nell‘arco di 4-5 anni saranno poi messi in flotta 60 nuovi aerei (per un investimento di 2 miliardi) e ci saranno quattro nuove basi sul mercato domestico.

Le famiglie di aerei presenti nella flotta scenderanno da 7 a 4. Mentre l‘aeroporto milanese di Linate sarà dedicato alla tratta Roma/Milano.

Colaninno, prendendo la parola durante l‘incontro, ha detto, secondo quanto riferito da una fonte, che “il mercato dei trasporti in Italia è in crescita, c’è una opportunità straordinaria per l‘Italia che è un porto naturale per Asia ed Africa”.

INTERESSANTE PROPOSTA REGIONE LAZIO, VUOL ENTRARE CON 10 MLN

Il manager mantovano prima di recarsi in via Flavia ha incontrato il governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, per discutere della proposta della Regione di entrare in Cai con un investimento di 10 milioni.

“Colaninno ha detto che valutava positivamente il quadro, che la proposta era interessante e noi ci confronteremo ancora”, ha riferito Marrazzo al termine dell‘incontro.

Marrazzo ha anche detto che il Lazio, nonostante il debito sanitario da 7 miliardi, reperirà le risorse per l‘investimento da Sviluppo Lazio.

Sabelli ha garantito ai sindacati che la cordata italiana non farà di Alitalia “una low cost o una compagnia a breve raggio. Il network sarà completo con tratte a breve, medio e lungo raggio”.

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