3 settembre 2008 / 12:22 / 9 anni fa

Alitalia, Colaninno a Bruxelles parla di bad company

BRUXELLES (Reuters) - Oggi il presidente di Compagnia aerea italiana Roberto Colaninno, candidatosi al salvataggio di Alitalia, ha discusso con i tecnici della direzione Trasporti di Bruxelles di prestito ponte e bad company.

<p>Aerei Alitalia. REUTERS PICTURE</p>

Secondo quanto spiegato da una fonte comunitaria, Colaninno ha incontrato i tecnici della direzione e gli uomini del gabinetto del commissario ai Trasporti, Antonio Tajani. Oggetto della riunione gli aiuti di stato, come il prestito ponte, ma anche la bad company.

La Dg trasporti, che a differenza di altri settori ha poteri di vigilanza sugli aiuti di Stato, vuole “capire se l‘eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configuare un aiuto di Stato che potrebbe venir sanzionato dalla Ue”, ha spiegato la fonte.

“La Commissione ha colto l‘occasione dell‘incontro per illustrare a Colaninno e al suo seguito come funziona il diritto comunitario in materia di aiuti di Stato e privatizzazioni, trasporto aereo e in particolare il trasferimento di slot e licenze. La Commissione ha anche cercato di spiegare quali sono i modi per far sì che debiti e liabilities non seguano la compagnia”, ha aggiunto una seconda fonte che ha presenziato all‘incontro.

Alla riunione, durata circa un‘ora e mezza e da poco finita, non hanno partecipato i tecnici della direzione per la Concorrenza che stanno invece applicandosi sui fatturati di Alitalia e AirOne: “Devono stabilire se le due compagnie abbiamo più o meno di due terzi del loro fatturato realizzato sul mercato italiano. Se così fosse, l‘eventuale fusione delle due società non sarebbe di competenza della Ue. Risultato: l‘Unione non potrebbe intervenire in materia di slot, deroghe alla normativa antitrust e sulla fusione stessa”, ha detto ancora la prima fonte.

Il piano di salvataggio, messo a punto da Intesa Sanpaolo con la cordata di imprenditori italiani guidata da Roberto Colaninno, prevede che le attività in bonis della commissariata Alitalia vengano vendute alla Cai e fuse con altre attività di AirOne, mentre le rimanenti rimarrebbero in mano al commissario per un‘eventuale vendita o liquidazione.

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